E adesso Bersani ripensa alla foto di Vasto


Non è che dalle parti di Pierluigi Bersani splenda il sole, ma se si guarda a un Pdl agonizzante e a una Lega Nord a pezzi, il semplice fatto che il Pd sia sopravvissuto alle elezioni comunali è motivo di gioia. E adesso c'è subito da programmare il futuro: il partito rimane nelle mani del segretario con le maniche rimboccate e non c'è da perdere un minuto.

Se fino a poco tempo fa tutto sembrava andare in direzione di un'alleanza con il Terzo Polo sotto l'egida di Monti, le cose adesso stanno rapidamente cambiando: non solo perché la popolarità del premier iper-tecnico sta crollando, ma perché le mosse di Casini non sono ancora chiare. Ok, si sa che l'Udc verrà abbandonato e che il Terzo Polo è moribondo. Ma se Casini dovesse decidere di stringere accordi con Montezolo, che a sua volta non esclude un'alleanza con il Pdl, si verrà a creare un quadro nel quale i Democrats non possono entrare. Il tempo stringe, e Bersani non può aspettare che Casini decida cosa fare da grande, anche per non dare un'idea di subalternità non accettabile per il primo partito italiano.

E quindi la possibilità rimane una sola, quella che probabilmente l'elettorato del Pd gradisce di più: ripartire da Vasto, dall'alleanza con Sel e Idv. Siccome però il Pd non ha intenzione di fare cadere il governo e Idv e Sel non rinunceranno mai ai consensi garantiti dalla loro opposizione a Monti (in Parlamento e fuori), l'alleanza non può che ripartire con un laboratorio, come spiega Il Retroscena: "Partire da uno scenario locale, in cui si possa testare e rinsaldare il prossimo schema nazionale per le politiche, senza rischiare di danneggiare troppo il suo appoggio al Governo, ma iniziando nel contempo a scaldare i motori della campagna elettorale nazionale".

Lo "scenario locale" ideale è la Sicilia. In cui Pd e Idv si sono appena scannati per le elezioni a sindaco, ma, vista la poca simpatia che la segreteria nazionale aveva per Ferrandelli e l'accordo con l'Idv che invece c'era su Rita Borsellino, questo non sarà un ostacolo difficile da superare. A ottobre si va al voto per eleggere il presidente che sostituirà Raffaele Lombardo, la possibilità per una coalizione di sinistra di portare a casa la regione è concreta. Da lì può partire, finalmente, il cartello elettorale che andrà alle politiche del 2013, qualunque cosa succeda dalle altri parti. Ma se Bersani decide di percorrere questa strada, poi non potrà più cambiare idea. Non c'è più tempo per continuare a fare la spola da Vendola a Casini.

Foto | ©TMNews

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