Terminato il vertice del Pdl ad Arcore. Alfano: "Ci rivolgeremo alle massime istituzioni"

Previsto lo scontro tra falchi e ministri. E il Cavaliere pensa ai servizi sociali


20:00 Arriva anche la replica del Pd, per bocca di Davide Zoggia (che poco prima si era attirato addosso gli strali di mezzo partito perché aveva ipotizzato di sospendere le primarie)

Non è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze. Ci auguriamo che il Pdl trovi la forza di scindere le questioni giudiziarie dall'azione che il governo sta portando avanti per il bene del Paese e degli italiani

19:20 Altre dichiarazioni del segretario Pdl Alfano a margine del vertice di Arcore.

Tutti insieme rivolgeremo alle massime istituzioni della Repubblica, al primo ministro Letta e ai partiti che compongono la maggioranza, parole chiare sia sulla questione democratica che deve essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Silvio Berlusconi (la cui decadenza dalla carica di senatore e' impensabile e costituzionalmente inaccettabile), sia sul necessario rispetto degli impegni programmatici assunti dal Governo a partire dall'abolizione dell'Imu su prima casa e agricoltura. Non c'e' piu' tempo per rinvii e dilazioni

Infine un riferimento all'Imu: "non c'è più tempo per rinvii e dilazioni".

18:40 Ed ecco la dichiarazione di Alfano al termine del vertice Pdl.

Il Popolo della Libertà è come sempre unito, compatto e deciso al fianco del suo presidente Silvio Berlusconi. La sua decadenza da senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile.


18:30 Dopo quasi cinque ore di vertice, volge al termine l'incontro di Arcore tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl. I partecipanti stanno lasciando Villa San Martino senza rilasciare dichiarazioni, anche se si attendono comunicazioni di Angelino Alfano.

13:20 Dovrebbe iniziare a minuti ad Arcore il vertice del Pdl. Uno via l'altro sono arrivati nella residenza di Silvio Berlusconi i ministri Lupi e Quagliariello, De Girolamo e Lorenzin, i coordinatori del partito Verdini e Bondi, Daniele Capezzone, e ovviamente il segretario Alfano.

L'unica dichiarazione finora è arrivata da Lupi e Quagliariello:

Oggi dal presidente Berlusconi non andrà in onda un match tra la squadra parlamentare del PdL e la sua delegazione governativa in versione 'pseudo-sindacale'. Oggi si riunirà un partito determinato a perseguire la strada migliore per il bene del nostro Paese, del nostro leader e del nostro movimento politico.

Vertice Pdl: scontro tra falchi e colombe


È previsto per oggi pomeriggio ad Arcore il vertice dello stato maggiore del Pdl per decidere le prossime mosse da compiere, dopo 48 ore in cui la parola d'ordine del centrodestra sembra essere stata "crisi di governo". A dimostrazione che la missione diplomatica affidata ad Alfano – che l'altroieri ha incontrato il premier Letta – era solo un tentativo di facciata, e che Berlusconi non ha intenzione di aspettare il voto del Pd sulla decadenza per decidere se far saltare o no il governo. E quindi già oggi dovrebbe emergere l'orientamento che influenzerà le prossime mosse del Cavaliere.

Nonostante il pressing dei falchi sul governo faccia pensare a un "Letta con le ore contate", come titola oggi Il Giornale, le fonti vicine al Pdl parlano di un Berlusconi sempre più "colomba". A cambiare gli orientamenti dell'ex premier sarebbero stati soprattutto i colloqui con i figli Marina e Piersilvio e con Fedele Confalonieri, tutti preoccupati sull'impatto che una crisi di governo e nuove elezioni potrebbero avere su Mediaset, che in questo momento sta beneficiando molto del governo di larghe intese.

Ma a favore di una linea soft sono anche gli avvocati del Cavaliere, Longo e Ghedini, che hanno prospettato una sorta di exit strategy dai tempi non brevi ma che non prevede strappi. Secondo gli avvocati, Berlusconi dovrebbe lanciare segnali distensivi al Pd (e a Napolitano) e scegliere la strada dei servizi sociali al posto degli arresti domiciliari. Una scelta che lo priverebbe dell'aura di martire, ma che gli permetterebbe di continuare a fare politica. A patto che, ovviamente, il Pd ammorbidisca la sua posizione e accetti un rinvio del voto in giunta, motivandolo magari con il rinvio della legge Severino alla Consulta. A quel punto i tempi si allungherebbero e si potrebbero aprire nuove strade, ma in ogni caso Berlusconi avrebbe più tempo a disposizione.

Diversa la posizione dei falchi, Daniela Santanchè in testa, che vorrebbero far saltare tutto e subito, scommettendo sulle elezioni anticipate. Una posizione che il Cavaliere vede con favore – tanto da aver ipotizzato la Santanchè come candidato premier – ma che sa benissimo essere tutt'altro che sicura: in primo luogo c'è Napolitano, che farà di tutto per evitare le urne, poi c'è la possibilità che il Pd trovi una maggioranza alternativa (e ostile), infine l'ipotesi che una parte dei parlamentari e dei ministri del Pdl possa rifiutare di dimettersi, rompendo il fronte del centrodestra.

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