L'idea di Pizzarotti per Parma: una moneta locale

Pizzarotti Parma

Federico Pizzarotti ha davanti a sé due compiti, uno più difficile dell'altro: mostrare di che pasta sono fatti i grillini nel momento in cui prendono il potere, e, più prosaicamente, risanare in fretta il debito pubblico del Comune di Parma. Debito che ammonterebbe ad almeno 600 milioni di euro, 800 secondo altre fonti. Sì, perché il programma di Pizzarotti parla di inceneritori, ambiente e trasparenza, ma se non si ripiana il buco di bilancio non si va da nessuna parte.

E allora, visto che le banche sembrano poco disposte a rinegoziare i debiti con il sindaco del M5S, ecco l'idea che spariglia le carte in tavola, creare una moneta locale da affiancare all'euro. Pizzarotti ha mutuato l'idea, secondo quanto riporta Linkiesta, da due professori "eretici" della Bocconi di Milano, Massimo Amato e Luca Fantacci, che hanno ideato un sistema di credito cooperativo locale da utilizzare soprattutto tra aziende, per svincolarsi dal "signoraggio" delle banche.

Ma chi sono questi due prof. con cui Pizzarotti sarebbe in contatto? Amato e Fantacci, docenti di storia, teorizzano un euro da utilizzare solo per gli scambi in ambito comunitario, con un uso di monete locali per il commercio interno, in modo da avere una valuta "adeguata e una reale autonomia politica". I due stanno sperimentando il loro progetto in Francia, ispirandosi al caso della WIR svizzera, una valuta parallela usata tra imprese svizzere (ne ha parlato anche Report, qui la puntata).

L'idea di una valuta locale non è però nuova. A parte alcuni esperimenti di nicchia, esiste in Italia una moneta (virtuale) alternativa all'euro. Per trovarla bisogna andare in Sardegna, dove la valuta digitale Sardex viene utilizzata per il commercio on-line da parte di un gruppo crescente di persone.
Ma a Parma si tratterebbe di un passo in più, di una valuta (virtuale o reale ancora non si sa, ma importa davvero?) utilizzata da tutta la città, o almeno da alcuni settori. Forse si tratta solo di un modo per convincere le banche a rinegoziare il debito, forse si tratta di una follia, ma se una cosa del genere non la fa il primo sindaco grillino di un capoluogo, chi altri può farla?

Foto | ©TMNews

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