Terremoto in Emilia: ecco lo stato d'emergenza. E la ricostruzione?

Mario Monti in visita a Sant'Agostino

Nel corso del Consiglio dei Ministri n. 29 del 22 maggio 2012 è stato dichiarato lo stato d'emergenza per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova, colpiti dal terremoto del 20 maggio 2012.

La durata dello stato d'emergenza - in linea con quanto previsto dal decreto di riordino della Protezione civile - è stabilita in 60 giorni. Il coordinamento degli interventi è stato assegnato a Franco Gabrielli, il Capo Dipartimento della Protezione civile, che potrà agire con massima libertà, ovvero senza «concerti o visti preventivi». Inoltre, sempre coerentemente col famigerato decreto di riordino, «le ordinanze emanate nei prossimi 20 giorni saranno immediatamente efficaci» . Successivamente, saranno le regioni Emilia-Romagna e Lombardia a coordinare le attività di ripristino che seguiranno alla dichiarazione dello stato d'emergenza.

Il Fondo nazionale di Protezione civile è stato contestualmente rifinanziato con 50 milioni di euro, che verranno utilizzati per i soccorsi, l'assistenza e la messa in sicurezza provvisoria degli edifici pericolanti. Mancano, almeno per il momento - bisognerà leggere le ordinanze future, a questo punto - riferimenti sulla questione che stava più a cuore agli abitanti delle zone terremotate che oggi hanno fischiato e contestato il Presidente del Consiglio Mario Monti, in visita nel comune di Sant'Agostino (uno dei più colpiti dal sisma). Ovvero? Ma naturalmente la copertura dei risarcimenti degli edifici danneggiati o distrutti dall'evento sismico. Perché il decreto di riordino della Protezione civile - che deve essere ancora convertito in legge - prevede un regime transitorio che porterà verso la possibilità di assicurare gli stabili nei confronti di calamità naturali e verso un possibile defilarsi dello Stato dai risarcimenti economici.

Naturalmente, però, non è pensabile – nemmeno in tempo di crisi – che questo venga applicato alla situazione in Emilia, visto che il decreto non è ancora operativo e visto che nessuno stabile era assicurato.

Quanto all'auspicata sospensione delle tasse, il Governo fa sapere che

«Il Presidente del Consiglio, nella sua qualità di Ministro dell’economia e finanze, ha annunciato il suo proposito di rinviare il pagamento dell’IMU per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. Entrambe le misure saranno operative nel momento in cui le Regioni, con l’ausilio delle autorità locali, avranno terminato il censimento delle effettive necessità, e ciò al fine di stabilire la necessaria copertura finanziaria».

La domanda nasce spontanea: il censimento sarà terminato al 16 giugno, giorno in cui dovrà essere pagata la prima rata dell'IMU?

E' al vaglio anche un allentamento del patto di stabilità per i Comuni colpiti dal sisma.

Foto | © TM News

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