Berlusconi, ultimi “tre squilli di tromba”?

Dal giorno della dura sentenza della Cassazione Silvio Berlusconi ha messo il colpo in canna e adesso è pronto a spararlo facendo fuori il governo per andare subito alle elezioni.

Il lungo teso vertice di ieri ad Arcore del rais con la corte dei fedelissimi ribadendo che la “decadenza di Berlusconi è inaccettabile” ha lanciato i classici tre squilli di tromba prima di aprire ufficialmente le ostilità.

Il Cav non ha più dubbi: “Per quel che vedo e sento il Pd sembra che abbia già deciso. Non credo a nessun atto di clemenza. Se vogliono, la soluzione possono trovarla in qualsiasi momento, ma non mi fido. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada”. Oramai, oltre il monito e oltre il ricatto, un ordine di mettere l’elmetto, pronti a “marciare”. Già nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo, sulla buccia di banana dell’Imu, i ministri Pdl potrebbero alzarsi dal tavolo e sbattere la porta in faccia a Letta.

E’ chiaro, anche se non a tutti, che nel Pdl e dintorni portano zolfanelli accesi dentro una raffineria di benzina incuranti di quel che può accadere. Nessuna guerra civile, per carità! Gli italiani hanno altro cui pensare, a cominciare dal … campionato di calcio. Però pare avverarsi quanto profetizzava nel 1994 Indro Montanelli: “L’Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione”.

Così come vale sempre la considerazione – Mussolini compreso – che nessuno ha tutti i torti o tutte le ragioni e che a Berlusconi va dato il “merito” di avere ricucito la destra fantasma e battuto e fermato la sgangherata sinistra post comunista e di aver messo il dito nella piaga di molti nodi italici (giustizia ecc.), non c’è dubbio che il berlusconismo ha fallito perché l’Italia sta peggio di prima su ogni fronte, più divisa, con un futuro a rischio non solo sul piano economico.

Nel momento più delicato, proprio quando serve la stabilità politica e un governo capace di far agganciare all’Italia la ripresa internazionale, si rischia il patatrac – campagna elettorale selvaggia e risultati non scontati - con danni incalcolabili e prospettive dai contorni indecifrabili.

Oggi l’unica preoccupazione di Pdl e Pd è rimpallarsi le responsabilità della crisi di governo, dando al “nemico” il cerino acceso in mano. I due maggiori partiti, chiusi nei rispettivi fortini a difesa dei propri interessi, fanno i conti senza l’oste. Perché fra i due litiganti può essere il terzo a godere, quel Beppe Grillo che grazie al Porcellum potrebbe davvero fare il pieno di parlamentari e “occupare” parlamento, governo, istituzioni, cioè comandare l’Italia a suo piacimento, verso lo sfascio.

Scrive oggi Sergio Soave sul quotidiano l’Avvenire: “Rendere realistiche le fanfaronate dei signori dell’antipolitica con i propri errori sarebbe un capolavoro di insipienza da parte di un ceto politico sperimentato, ma che sembra aver di nuovo perso in queste roventi settimane la capacità di visione e di previsione, offuscate da una volontà di prevalere sull’alleato ridiventato avversario che non trova più la strada del realismo e perde il senso delle proporzioni. Ma stavolta ciò che farà male al Paese, farà doppiamente male a chi l’avrà provocato”.

Come essere ottimisti?

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