Giovanni Falcone: vent'anni fa la strage di Capaci


Le 17.58 del 23 maggio 1992: al chilometro 5 dell'autostrada A29 che collega l'aeroporto a Palermo cinque quintali di tritolo vengono fatti esplodere. Oggi, pochi giorni dopo l'attentato alla scuola di Brindisi intitolata a Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo, ricorre il ventennale dalla strage di Capaci in cui persero la vita i due magistrati e gli uomini della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

A Palermo si sono recati per rendere omaggio alla memoria del magistrato anti-mafia le principalità autorità italiane, tra cui il premier Monti e il ministro degli Interni Cancellieri, mentre nel pomeriggio è atteso il Capo dello Stato Napolitano. Ma soprattutto a Palermo sono sbarcate nonostante la pioggia le Navi della Legalità con a bordo migliaia di studenti da tutti Italia. A loro, e con in mente l'attentato alla scuola di Brindisi, ha parlato il procuratore nazionale anti-mafia Piero Grasso: "Non vi fate intimidire e non abbiate paura". Per poi proseguire: "Per fare piena luce sulle stragi del '92 serve la collaborazione di chi sa, di quelli che ancora non hanno detto tutto".

Ma omaggi in onore di Giovanni Falcone arrivano da oltreoceano - il sito dell'Fbi dedica una pagina alla memoria del magistrato, definito "uno dei primi sostenitori della cooperazione internazionale al crimine organizzato" - e anche dallo spazio: al magistrato è stato infatti dedicato un asteroide scoperto da Matteo Santangelo nel 1999, a cui era stato dato un nome provvisorio (1999 VR11). Nel 2010 è stata deciso di dedicare l'asteroide alla memoria di Falcone, decisione resa nota solo alla vigilia del ventennale della strage di Capaci.

Neanche in una giornata di questo tipo si può però fare a meno delle polemiche, dal porto di Palermo il magistrato Giuseppe Ayala ha tirato in ballo il neo sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando per gli scontri che all'epoca ebbe con Falcone: "Orlando più di 20 anni fa ha firmato un esposto mettendoci la faccia, si è assunto una grave responsabilità, questo gli va riconosciuto. Mi auguro che oggi faccia un accenno di scuse e dica 'Forse ho sbagliato'". E Orlando non si è tirato indietro, provando a chiarire la sua posizione: "Provo oggi una grande sofferenza umana per questo contrasto di posizioni. Chiedo comprensione, se i toni sono stati alti, in quel momento ad alto rischio lo erano per tutti. Ho spiegato che la mia era una posizione politica. Continuerò sempre a denunciare, anche senza aver prove, i politici collusi. Rispetto il lavoro dei magistrati, Giovanni Falcone che è un simbolo per tutti noi".

Foto | ©TMNews

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