Ore 12 - Grillo "stana" Bersani. Il Pd teme il ... nuovo

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Se è vero che Beppe Grillo è il vincitore delle amministrative per i motivi che anche ieri su Ore 12 abbiamo indicato e che Pier Luigi Bersani si è … “allargato” gridando alla vittoria del Pd “senza se e senza ma”, è altrettanto vero che il segretario del pidì non è caduto nella trappola tesagli subito dal capo del 5 Stelle con una dichiarazione provocatoria, offensiva e di cattivo gusto.

Insomma, quanto meno sul piano della forma e dello stile i due non si smentiscono, in una esibizione che non premia certo l’ex comico, in questo, continuatore del peggior Berlusconi.

Ciò detto, resta la sostanza politica. Con Grillo e il suo partito che avanzano, caricati, pronti per l’assalto al Parlamento fra dieci mesi e con Bersani inchiodato con un Pd sostanzialmente al palo, se va bene.

Grillo spara nel mucchio e trova consensi nel deserto della politica. Bersani annaspa non solo perché di questi tempi la “serietà” non paga, ma perché guida un partito “grigio”, sostanzialmente non credibile perché "mangia" nello stesso pentolone degli altri e perché incapace di esprimere un ruolo di traino nella maggioranza di governo e senza una proposta programmatica alternativa, con leadership e alleanze tutte da definire.

Allora? La verità è che il Pd non coglie mai il nuovo. E quando il nuovo arriva, ieri Bossi e poi Berlusconi, oggi Grillo, prima lo snobba, poi lo teme. Sempre minacciando e sempre anticipando vittorie che non arrivano mai.

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