Dieci curiosità su Ippazio Stefano, il sindaco con la pistola

Ippazio Stefano pistola

Ippazio Stefano è l'uomo del giorno, non perché ha vinto con il 70% il ballottaggio alle amministrative di Taranto, ma perché si è presentato ai festeggiamenti con una pistola nascosta nella cinta dei pantaloni. Anche se poi ha spiegato che si tratta di una misura di sicurezza per le minacce ricevute, tanto è bastato per farlo diventare il "sindaco-sceriffo". Ma Ippazio "Ezio" Stefàno è un personaggio anche per altri motivi.

Medico di frontiera. Chirurgo e pediatra, Stefàno è molto amato in città perché durante la sua attività di medico girava nelle periferie di Taranto curando gratis i bambini più poveri. È stato anche in Africa per un anno e, come ha tenuto a far notare, "nessuno lì ha mai provato ad aggredirmi".

14 aggressioni. Al contrario di quanto accade a Taranto, anche se Stefàno ci tiene a ribadire di non voler demonizzare i tarantini. Eppure in 5 anni da sindaco ha subito 14 aggressioni con le più varie modalità: coltelli, schiaffi, anche benzina. E ha perso 14 chili, uno per ogni aggressione.

Candidato-contro. Nel 2007 si presenta appoggiato da una coalizione di sinistra, nonostante il PD candidasse il presidente della provincia Florido. Stefàno arriva al ballottaggio facilmente, mentre Florido fatica. Al secondo turno Stefàno trionfa con oltre il 75% di voti, tanto che nel 2012 riceve anche l'appoggio del PD.

Avversari a sinistra. Quest'anno il leader dei Verdi Angelo Bonelli ha provato a fare le scarpe a Stefàno, presentandosi come candidato della sinistra ecologista proprio come aveva fatto il sindaco 5 anni fa. Ma non gli è andata bene, al primo turno ha racimolato appena l'11%.

No-web. Nell'epoca della politica su internet, Stefàno ha solo un sito su una piattaforma gratuita, dalla grafica spartana e dai contenuti molto limitati. Ha anche un account twitter che non gestisce personalmente.

Internazionale. Stefàno non si occupa solo della sua città, ha anche scritto una lettera all'ambasciatore indiano per chiedere la liberazione dei marò italiani arrestati nel Kerala.

Sindaci-sceriffi. Stefàno non è l'unico sindaco con la pistola nella storia di Taranto. Il più famoso è Giancarlo Cito, leader del movimento di destra Lega d'Azione Meridionale e sindaco dal 1993 al 1996. Oggi Cito è in carcere per una storia di tangenti, suo figlio Mario ha sfidato Stefàno al ballottaggio.

La pistola. È una rivoltella vecchia di almeno trent'anni, vera e funzionante, con regolare porto d'armi. Stefàno dice di averla da quando girava nei quartieri degradati per fare campagna contro l'Aids, e di averla tirata fuori dal cassetto dopo aver ricevuto minacce di morte. E infatti non è la prima volta che viene fotografato con l'arma nella cintura: chissà se l'aveva con sé anche al seggio.

"Non leggo i giornali". Un po' di imbarazzo in campagna elettorale, quando è uscita la notizia che il Comune avrebbe chiesto un risarcimento di 4 miliardi all'Ilva. Stefàno aveva rimandato a lungo la richiesta e cercato di non rivelarla durante le elezioni. Alle domande dei cronisti, ha risposto "Non ho letto i giornali".

Referendum a Pasqua. D'altronde l'Ilva è un punto dolente per Stefàno. Nel 2011 fissò il referendum consultivo per la chiusura dello stabilimento (poi annullato) al 24 aprile, cioè Pasqua. Sommerso dalle proteste, il sindaco disse di non essersi accorto della coincidenza di date. E forse di non ricordarsi che il 25 aprile è festa.

Foto | ©TMNews

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