Che fine ha fatto la spending review?

Bondi spending review

Ricordate la spending review? Ma sì, fino a qualche settimana fa sembrava la chiave per salvare l'Italia dalla crisi economica e per evitare l'arrivo di nuove tasse. Si era capito subito, però, che tagliare la spesa e gli sprechi non sarebbe stata cosa facile: affidata in un primo momento al ministro Giarda, che ha impiegato molto più tempo del previsto per redigere il documento sulla "ricognizione della spesa".

A quel punto, il 30 aprile Monti ha deciso di affidarsi a un super-tecnico, Enrico Bondi, con alle spalle una grande esperienza nel risanamento delle aziende. Bondi ha il compito di assicurare una riduzione della spesa pubblica per circa 2 miliardi di euro dei 4,2 previsti dalla spending review. In 15 giorni, aveva annunciato il sottosegretario Catricalà, Bondi avrebbe presentato il piano dei tagli. I 15 giorni sono passati, ma il piano ancora non si è visto.

Per il 22 maggio era prevista un'audizione al Senato di Enrico Bondi, ma è stata annullata e rinviata a data da destinarsi. Nel frattempo il commissario straordinario ha messo il suo ufficio al ministero dell'Economia, a stretto contatto con il viceministro Grilli, e non a Palazzo Chigi dove si trova Giarda, che a questo punto è di fatto sollevato dal compito. Novità non arrivano neppure dal sito del Governo, che aveva promosso la presentazione della spending review permettendo ai cittadini di inviare i propri suggerimenti. L'ultimo aggiornamento della sezione risale al 9 maggio, quando si informava della riduzione della auto blu.

Il ritardo è dovuto anche al fatto che nei vari ministeri, i tecnici sono al lavoro per i piani di risparmio che dovrebbero essere presentati entro fine maggio. I primi tagli dovrebbero arrivare dalla spesa sanitaria, e il ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi assicura che ci sarà una stretta sulle consulenze esterne, anche con verifiche della Guardia di Finanza. Ma ancora una volta le cose non sembrano così facili: secondo i tecnici della Commissione Bilancio del Senato c'è un alto rischio di contenziosi tra lo Stato e i fornitori esterni legati da contratti pluriennali, nel caso in cui Bondi abbassi (come è nei suoi poteri) i limiti di spesa di ciascuna amministrazione.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO