Berlusconi: problema intercettazioni risolto con decreto legge. Il CSM boccia il blocca processi

E finalmente ci siamo. Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a "risolvere" il problema delle intercettazioni con un bel decreto legge. Non si può più aspettare. Resta da capire quali siano i requisiti di necessità ed urgenza che ogni decreto, secondo Costituzione, deve possedere. Di necessità ed urgenza, francamente, dopo che l'Espresso ha pubblicato una serie di trascrizioni di conversazioni tra Berlusconi, Saccà ed altre persone, nemmeno l'ombra. O meglio, la necessità e l'urgenza di evitare che si scoprano altre schifezze (come un tentativo di rovesciare il governo Prodi usando metodi, diciamo così, poco ortodossi).

Un nuovo strappo istituzionale. Un nuovo tentativo di usare per scopi privati le istituzioni pubbliche. Questa la ratio che sta dietro la recente decisione del premier. Ma, dato che al ridicolo non c'è mai fine, Berlusconi pensa anche di andare in TV, giovedì prossimo, a Matrix, a spiegare agli italiani perchè è necessario fare un decreto legge contro le intercettazioni, contro la possibilità per i magistrati di indagare come Dio comanda, contro il necessario controllo che la stampa deve esercitare sul potere anche grazie alla pubblicazione delle intercettazioni. Poverino, come s'offre.

Tutto questo mentre il CSM ha approvato il parere che giudica "irrazionale" la norma blocca processi, che riguarda tra l'altro il processo di Milano in cui Berlusconi è accusato di corruzione di testimone. Qui la notizia.

E il PD? E la presunta opposizione? Veltroni è ad un bivio. O decide di fare opposizione seria ed intransigente sui principi democratici, per la difesa della magistratura e del diritto di informare ed essere informati, o rischiamo di avere, per l'ennesima volta, il fantastico spettacolo, tutto italiano, di un'opposizione che, escluso quel giustizialista di Di Pietro, non si oppone.

Foto: Alessio85 da Flickr

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