A Parma è già scontro tra il sindaco Pizzarotti e Grillo


"A Parma abbiamo bisogno di aiuto. Cerchiamo una persona con esperienza della gestione della macchina comunale per la carica di direttore generale al più presto. Incensurata, non legata ai partiti, di provata competenza", scrive Beppe Grillo sul suo blog. Ma come? Non è il sindaco a scegliere le persone di cui circondarsi? Non solo: "Ho saputo soltanto ieri sera della candidatura di Valentino Tavolazzi di Progetto per Ferrara a cui è stato inibito l'uso congiunto del suo simbolo con quello del MoVimento 5 Stelle qualche mese fa. Mi meraviglio che Tavolazzi si ripresenti ancora sulla scena per spaccare il MoVimento 5 Stelle".

Tavolazzi, chi era costui? Trattasi di una delle figure di riferimento del M5S a Ferrara, che Beppe Grillo espulse dal partito dopo averlo accusato di voler organizzare un raduno per ridimensionare la figura del fondatore. Cade il veto del padrone dunque sul nome di Tavolazzi. Che però non si è autocandidato, è stato lo stesso sindaco Federico Pizzarotti a cercarlo per il ruolo di direttore generale del Comune di Parma. E quindi? E quindi una nota dei Cinquestellati di Parma risponde a Grillo senza mezzi termini: "Tavolazzi è stato contattato da noi durante le selezioni per il ruolo tecnico, e non politico, di direttore generale in quanto persona di provata capacità e fiducia". Lo stesso Tavolazzi conferma e tira in mezzo il guru di Grillo: "Il movimento è nostro, non di Casaleggio. In quel post non riconosco Grillo".

Non è la prima volta che succede. Ogni volta che un "grillino" cerca di ritagliarsi un suo spazio politico viene prima accusato, via blog e commenti al blog, di "essere in cerca di visibilità personale", di "non essere grato a Grillo", ecc. ecc. Poi partono i diktat e infine, come nel caso di Tavolazzi, si può arirvare all'espulsione, che nel caso del Cinque Stelle è il divieto di usare il simbolo. Su cui solo ed esclusivamente Grillo può decidere.

Per un movimento che si vuole orizzontale, questa è una contraddizione enorme. Come è assurdo che il "megafono" del Cinque Stelle metta bocca sulle scelte di un sindaco (i tanto disprezzati partiti tradizionali non interferiscono così tanto). Fino ad arrivare ai tanti sospetti - e prima o poi bisognerà chiarire la cosa per bene - che circolano sul fatto che il Movimento sia in verità gestito direttamente da coloro che dovrebbero occuparsi solo del marketing, i Casaleggio. Che mentre Grillo e i suoi parlano di rivoluzione disordinata, lavorano per corporation come JPMorgan, PepsiCo, Marriot, American Financial Group, Bnp Paribas, Ibm, Best Western. Il Cinque Stelle è nato grazie ai Casaleggio e Grillo, il rischio è che siano loro stessi a distruggerlo.

Foto | ©TMNews

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