Beppe Grillo sul blog attacca Matteo Renzi

Il leader del Movimento 5 Stelle raccoglie le dichiarazioni del rottamatore contro articolo 18 e nozze gay, ma pro-Tav e Marchionne. Dimostrando la sua "lontananza dalla gente comune", ma anche di averne paura.

Beppe Grillo Elezioni anticipate - Vincere

Ormai si è perso il conto delle volte che Beppe Grillo è andato all'attacco di Matteo Renzi. E c'è una sola spiegazione possibile per questo: il leader del Movimento 5 Stelle è ben consapevole che un eventuale salita del sindaco di Firenze al vertice del Pd - con conseguente candidatura alla premiership - potrebbe fare molti danni al suo partito.

Ragion per cui Beppe Grillo si è messo a raccogliere tutte le dichiarazioni di Renzi che, oggettivamente, farebbero venire i brividi a buona parte della platea di elettori di sinistra e a molti dei sostenitori del Movimento 5 Stelle. Il tutto in un post sul suo blog intitolato "I pensieri di Renzie".

Matteo Renzi non dice mai una cosa vicina alla gente comune, all'operaio che, tornato dalle ferie, ha trovato la fabbrica chiusa, al disoccupato, all'infermiere. Niente. E' più forte di lui. Non ci riesce. Il fu giovane Renzie lo si ricorda per le sue comparsate, in giubbetto di pelle, da Maria De Filippi e per le sue blindate cene milanesi con l'alta finanza. E' l'uomo delle banche e dei capitali. Leggete le sue dichiarazioni e meditate:

E quindi eccole le dichiarazione di Renzi lontane "dalla gente comune", ne selezionamo qualcuna:

"Matrimoni gay? Contrario"
(Matteo Renzi, 11 Dicembre 2008)

"Diritto all'eutanasia? Sono contrario"
(Matteo Renzi, 11 Dicembre 2008)

"Io sto dalla parte di Marchionne, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono, è un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche"
(Matteo Renzi, 11 Gennaio 2011)

"TAV in Val di Susa? Quando le amministrazioni decidono, ci sono le garanzie ambientali e tutti i passaggi democratici, ad un certo punto bisogna fare le cose, altrimenti diventiamo il Paese dei ritardi, o come nel Monopoli, dove si pesca 'tornate al vicolo corto', e si ricomincia da capo"
(Matteo Renzi, 4 Luglio 2011)

"A me dell’articolo 18, usando un tecnicismo giuridico, non me ne po' frega de' meno"
(Matteo Renzi, 27 marzo 2012)

E se su alcune di queste dichiarazioni ci sono pochi dubbi che il sindaco di Firenze non abbia fatto inversioni di rotta (vedi No Tav e Articolo 18), su altre è molto probabile che oggi Renzi risponderebbe diversamente (per esempio sulle nozze gay). Nel complesso, comunque, non è niente che possa stupire, da parte di un politico che ha più volte apertamente detto di puntare ai voti del Pdl e che non ha mai rinnegato la sua provenienza Dc. Il problema, sempre che problema sia, è che la sua forza non sono delle inesistenti credenziali di sinistra, ma proprio la capacità di attrarre consensi da ogni provenienza. Movimento 5 Stelle incluso.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO