Siria, il ministro Mauro: "Prudenza dall'Italia"

Anche con una risoluzione ONU l'Italia ha bisogno di un dibattito in Parlamento prima di concedere l'uso delle basi né interverrebbe nell'attacco alla Siria.


A Radio anch'io il ministro della Difesa Mario Mauro è tornato a parlare della posizione italiana riguardo un possibile intervento armato in Siria e ha ribadito che il nostro paese spinge per una soluzione politica.

Bisogna dare forte legittimazione al lavoro degli ispettori delle Nazioni Unite, da cui aspettiamo riscontri che possano mettere in moto il giudizio della comunità internazionale.

Il ministro, che ha invitato tutti alla prudenza, si trova in Lituania per una riunione informale dei ministri della Difesa dell'Ue.

Il premier Letta: "non parteciperemo senza l'ok dell'Onu"


Il governo Letta ha già ampiamente condannato l'uso delle armi chimiche in Siria e in queste ore il premier Enrico Letta non ha fatto che ribadire il concetto, facendo però una precisazione a proposito dell'eventuale intervento dell'Italia, che segue quando già affermato in più occasioni dal ministro Bonino:

Se le Nazioni Unite non ci sono, l'Italia non parteciperà.

Questa ennesima precisazione, che sembra rimettere tutto alla decisione dell'ONU, è arrivata stamattina durante l'intervento del Premier al programma radiofonico Radio Anch'io su Radio 1.

Governo Letta: "Uso di armi chimiche è un crimine contro l'umanità"

Mercoledì 28 agosto 2013

In una nota diramata da Palazzo Chigi, il governo italiano, in queste ore in riunione per discutere di Imu e Iva, ha espresso un pensiero anche sulla situazione in Siria, ribadendo "la più ferma condanna dell'uso di armi chimiche ai danni della popolazione civile siriana" e aggiungendo che "i responsabili dovranno essere sottoposti alla giustizia internazionale" e che l'uso delle armi chimiche contro i civili è "un atto che ripugna la coscienza del popolo italiano e che si configura come crimine contro l'umanità".

Il governo ha confermato il proprio sostegno agli ispettori Onu che dovranno agire con "massima libertà e celerità".

Siria, Emma Bonino e Mario Mauro: "Per l'intervento dell'Italia, oltre all'ok dell'ONU serve il sì del Parlamento"


Il ministro degli Esteri Emma Bonino ieri aveva detto che l'Italia sarebbe intervenuta militarmente contro la Siria solo ed esclusivamente in presenza di una risoluzione dell'ONU, senza la quale non avrebbe concesso neanche l'uso delle basi militari agli alleati. Oggi la titolare della Farnesina, durante un'intervista a Radio Anch'io, ha precisato ulteriormente la posizione del nostro Paese sulla questione siriana, spiegando che anche con l'ok delle Nazioni Unite l'intervento italiano non sarebbe automatico, ma se ne dovrebbe prima discutere ampiamente in Parlamento.

Bonino ha detto che l'Italia condanna senza mezzi termini ciò che è accaduto in Siria, ma che solo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si può assumere la responsabilità di un intervento militare e che anche se è comprensibile che alcuni paesi vogliano dare un "avvertimento muscoloso", la nostra nazione invece si affida alla decisione delle Nazioni Unite perché deve considerare la "condizione di estrema complessità della regione e le possibili reazioni di altre potenze"

Tuttavia, ha precisato ancora il ministro, anche se dovesse arrivare il via libera dell'ONU, esso sarebbe "uno scenario di legalità internazionale che dovrebbe perlomeno porre un serio dibattito in Parlamento". Bonino ha aggiunto:

"Non devono esserci ambiguità o dubbi sulla posizione del governo: l'attacco sarebbe un ultimo episodio che si aggiunge a una catena di episodi efferati, e non solo del regime. Ma in ogni caso implica una condanna senza mezzi termini"

Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento del ministro della Difesa Mario Mauro, che in un'intervista rilasciata ad Avvenire ha detto:

"L'Italia resterebbe fuori dalla Siria anche se si dovesse arrivare a una risoluzione nelle Nazioni Unite. L'Italia ci è già caduta dentro. Arrivano siriani tutti i giorni sulle nostre coste. Arrivano e ne arriveranno sempre di più. Non voglio lanciare allarmi, non voglio parlare di invasione, ma c'è un problema che preoccupa, c'è una situazione che va gestita con attenzione assoluta"

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