Ore 12 - Giorgio Napolitano ha ragione. Ma (sui partiti e sul web) ha torto

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Ha ragione Giorgio Napolitano che torna a ribadire che: “la fuga dalla politica sarebbe una catastrofe”, ammonendo anche a non affidarsi solo al web, “utile ma non sostituisce i partiti” che: “sono le cinghie di trasmissione delle istanze dei cittadini verso le istituzioni”.

Ma il capo dello Stato ha anche torto perché parla dei partiti in termini “teorici”, considerandole entità astratte, quasi dimenticando la realtà. I partiti sono oggi davvero quelle “cinghie di trasmissione” cui fa riferimento il presidente della Repubblica?

E’ altresì vero che il web è (anche) un vulcano che erutta tossine velenose, vomita qualunquismo, si eccita in una convulsa protesta di tutti contro tutto e tutti. Ma come non vedere nel web anche lo (l’unico) strumento capace di dar voce alla sfiducia e alla volontà di protesta della gente comune?

Manca la proposta politica? Sta alla politica cogliere il valore di una partecipazione "virtuale" della gente che ha il significato di una sfida. La gente discute dove può e come può.

Dove sono i partiti? Cosa sono i partiti? Sono altrove, impegnati a preservare se stessi, in un vorticoso giro autolesionistico che rischia di affondare il Paese.

Non si può “sparare” sulla Croce Rossa ma si può criticare Giorgio Napolitano, cui spetta richiamare i valori della Costituzione e il ruolo dei partiti, ma anche battere un colpo forte e chiaro contro questi partiti e queste leadership.

Il capo dello Stato non può fare da copertura alla casta, deve stare con il “suo” popolo. Italiani oramai a tasche vuote e al limite della sopportazione.

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