Religione e libertarismo: un'analisi su dati World Value Survey

dsIn un post precedente ci eravamo già occupati di religione in Italia. Non a caso, infatti, gli atteggiamenti verso la fede nel nostro paese stanno assumendo una rilevanza crescente nella pugna politica.

Dalla lista monotematica antiaborto dell’elefantino Ferrara alle dispute interne al PD in merito alla laicità, passando, ovviamente, per i nemici-amici dell’UDC-Rosa Bianca e i loro compagni di gruppo europeo del PDL, tutti ci tengono a chiarire la loro posizione in merito alle questioni più spinose che riguardano i temi eticamente sensibili.

Per cui tra i manifesti "Io credo" della Santanchè e le sparate di Diliberto ci siamo chiesti dove si ponesse il paese reale. Se vi siete stupiti che il 70% degli italiani crede negli angeli ecco qualche altro dato che vi farà riflettere. Ma c'è molto di più.

Innanzitutto possiamo subito vedere come il processo di secolarizzazione in Italia sembri, per lo meno, in una situazione di stand by rispetto alle medie europee. Di fatto non solo la quota di persone che si dichiarano credenti è aumentata negli ultimi anni (arrivando a circa il 93% della popolazione), ma risulta incrementata anche la fiducia che gli italiani ripongono nella Chiesa come istituzione. Ben il 67% infatti dichiara di averne molta o abbastanza, il dato è particolarmente significativo se rapportato al 56 % di vent’anni prima. Questa fiducia potrebbe essere legata, in parte, alla caduta delle grandi istituzioni aggregatici che avevano caratterizzato il nostro paese, in particolare in grandi partiti. Di fatti cresce, ad esempio, la percentuale di coloro che ritengono la Chiesa adatta a fornire soluzioni ai problemi sociali (40,5% nel 1993 contro il 43,5% del 2004).

Questo giustifica solo in parte l’ondata di devozione che sembra aver investito l’Italia, non spiega però, almeno non totalmente, l’aumento della religiosità nei comportamenti e nelle credenze personali. Ad esempio, come giustificare che il 79% italiani dichiari di avere momenti di preghiera individuale o che coloro che credono nella vita dopo la morte siano aumentati dal 57% al 72% in vent’anni? Riguardo a questo punto poi c’è una curiosa stranezza, ben il 58% del campione, infatti, dice di credere nel paradiso, mentre solo il 49% è convinto dell’esistenza dell’inferno. Insomma: ottimisti anche nella fede! Voi come giustifichereste questa crescita che non ha pari in Europa?

Fonte: World Value Survey, rilevazioni in Italia del 1984, 1993 e 2004.

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