Berlusconi gongola per la “vittoria” sull’Imu. Inizia il secondo tempo della partita vera

Messa in saccoccia la vittoria sull’Imu, ora Silvio Berlusconi deve decidersi come metterla all’incasso, se dare spago alle colombe perché “la trattativa paga” o se dare ragione ai falchi perché si vince solo con gli ultimatum.

Siamo nel bel mezzo del crinale, dove tutto è appeso alla richiesta di agibilità politica per Berlusconi, senza la quale, i margini di tenuta della maggioranza e quindi dell’esecutivo, sono pressochè nulli.

In altre parole la crisi di governo resta all’ordine del giorno nell’agenda del Cav, anzi la priorità delle priorità se la nota dura sentenza della Cassazione dovesse produrre i suoi effetti nei tempi e nei modi che metterebbero Berlusconi ko, non solo sul piano politico.

Anche la Chiesa scende in campo a difesa della “stabilità” politica. Il cardinale Bagnasco, che ha parlato a Genova a margine del pellegrinaggio diocesano alla Madonna della Guardia lancia un duro monito perché un ritorno al voto nel breve periodo “significherebbe una depressione ulteriore per la gente, una ulteriore sofferenza e incertezza”.

Con l’aria che tira, potrebbero essere parole al vento, perché i partiti, per primo Il Pdl, si muovono esclusivamente seguendo la rotta dei loro interessi.

Se poi con la conclusione (si fa per dire) del nodo Imu si vuol dimostrare che la maggioranza (si fa per dire) è più coesa e forte di prima – come dice il premier Letta – non ci vorrà molto tempo per veder riaffiorare i contrasti, specie con un Pd sempre in ritardo e sempre in sofferenza nel difficile rapporto con la propria base e il proprio elettorato e sempre in fibrillazione nelle sue infinite diatribe interne.

Fatto sta che adesso l’Imu non può più essere per Berlusconi il pretesto per far saltare il tavolo e mandare a casa Letta e i suoi ministri. E sarebbe più scoperto e strumentale staccare la spina dell’esecutivo per la questione giudiziaria del leader del Pdl. Questo nel ragionamento “logico”.

Ma, se messo davvero alle strette – cioè fuori gioco - non c’è ragionamento logico capace di frenare il Cav dai suoi propositi e dai suoi disegni di estrema difesa e di estremo contrattacco, fino alle conseguenze finali del: “Muoia Sansone con tutti i filistei”.

Non saranno certo le probabili bombe sulla Siria ad avvantaggiare i pochi responsabili di casa nostra rispetto ai troppi incendiari ( dentro e fuori la maggioranza) del “Tanto peggio tanto meglio” .

Con l’Imu è terminato il primo tempo. Ma la partita vera si gioca adesso. E forse non basteranno neppure i tempi supplementari. A meno che, in zona Cesarini, Giorgio Napolitano lanci l’assist risolutore.

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