Elezioni Europee 2014: il Partito Democratico presenta il simbolo

Posizioni e questioni aperte nel Pd in vista delle Europee 2014.

Il Partito Democratico ha presentato il suo simbolo in occasione delle elezioni europee 2014. Il logo classico del Pd con sotto un richiamo al Pse, diventata ufficialmente la casa europea del Pd dopo anni di tentennamenti (e per ironia del destino sotto la segreteria di Renzi, che nasce come esponente della Margherita). A proposito di Renzi, nel simbolo del Pd - come ormai si sapeva - non ci sarà quindi il nome del premier e segretario, per evitare di trasformare delle elezioni già difficili in una sorta di referendum sull'operato del governo. Oggi il Pd ha dato anche il lancio alla sua campagna elettorale sotto forma di manifesti, che trovate nella gallery.

Intanto si iniziano a conoscere i primi nomi di quelli che saranno i candidati del Pd alle prossime europee. Dovrebbe trovare spazio Cecile Kyenge, che avrebbe così la sua ricompensa dopo la sonora bocciatura che le è arrivata da parte del governo Renzi, in cui non ha trovato spazio nemmeno come sottosegretario. Non sarà in lista invece uno degli uomini di punta del Pd in salsa europea, Massimo D’Alema - a lungo vicepresidente dell’Internazionale Socialista e oggi presidente della sua Fondazione Italiani Europei - ma questo solo perché il Partito Democratico punta alla sua nomina come commissario Ue.

Tra gli altri nomi che circolano, si può ormai parlare con sicurezza di una candidatura del sindaco di Bari Michele Emiliano come capolista per la circoscrizione sud (notizia confermata da Emiliano stesso). Si parla anche di Flavio Zanonato, l’ex ministro dello Sviluppo economico, per il nord est, stessa circoscrizione anche per Salvatore Caronna. Il capolista del nord est dovrebbe però essere Paolo De Castro che è stato ministro delle Politiche agricole del governo Prodi.

Elezioni Europee 2014: il Partito Democratico

Nonostante sia il partito probabilmente più europeista dello scacchiere politico italiano, la posizione del Partito Democratico in Europa è sempre stata abbastanza complicata. E questo potrebbe valere anche in ottica Elezioni Europee 2014, per le quali si voterà tra il 22 e il 25 maggio. Una posizione resa complicata da due fattori: uno storico e uno contingente.

Partiamo dal primo, che è causato dalle origini del Partito Democratico come mix tra Ds e Margherita. Se per gli eredi del Partito Comunista la collocazione naturale sarebbe stata quella del Partito Socialista Europeo, in maniera molto diversa l'hanno sempre pensata gli eredi del partito fondato da Francesco Rutelli. E così, fino al 2009, il Pd è rimasto diviso: gli ex Ds col Pse; gli ex Margherita con l'Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (di cui Francesco Rutelli, nel frattempo fuoriuscito dal Pd, fa ancora parte).

Una situazione che non poteva rimanere tale per lungo tempo: che senso ha un partito europeista che in Europa ha collocazioni sparse? La soluzione è stata trovata grazie a un compromesso, che ha però generato non poche sofferenze nella corrente cattolica del partito: la fondazione nel 2009 dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Un gruppo politico che al suo interno ha tutti i partiti del Pse (e che nel Pse rimangono) più il Partito Democratico (in verità ne fanno parte anche il Pd cipriota e quello lettone). La speranza è che col passare del tempo questo gruppo possa espandere i suoi confini oltre il Pse+Pd, diventando il centro dell'area riformista europea.

La seconda questione europea per il Partito Democratico riguarda invece direttamente le Elezioni Europee 2014: per la prima volta il presidente della Commissione Europea sarà scelto direttamente dagli elettori, che troveranno sulla scheda il nome del candidato (unitario per ogni gruppo europeo) scelto. Qual è il problema per il Pd? Il fatto è che il Pse ha indicato come candidato Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo ma ricordato soprattutto per la feroce polemica con Berlusconi nel 2003, quando il Cavaliere, dopo un botta e risposta, gli diede del "kapò".

Un arcinemico, Schulz, per il centrodestra. E la sua candidatura per il gruppo al quale il Pd "quasi appartiene" è motivo di difficoltà in tempi di larghe intese. Ragion per cui, mentre il Psi ha già deciso di appoggiare Schulz, i democratici temporeggiano. Magari nella segreta convinzione che il governo cadrà ben prima delle Elezioni Europee e che a quel punto ci si potrà mettere in coda al Pse senza creare problemi all'esecutivo presieduto da Enrico Letta.

Ma qual è il programma del Partito Democratico in vista delle Europee? Ancora manca una piattaforma ufficiale, ma in più occasioni gli uomini del Pd hanno espresso le posizione fondamentali del partito, all'insegna di un forte europeismo ("Dalla crisi si esce con più Europa, non con l'euroscetticismo", ebbe a dire Bersani) che si possono riassumere così:

- Rafforzare la piattaforma dei progressisti europei per salvaguardare l'euro e accelerare l'integrazione politica,
economica e fiscale;
- Portare a compimento le promesse della moneta unica, integrando la più grande area economica del pianeta in un
modello di civiltà che nessun'altra nazione o continente è in grado di elaborare.

Nella prossima legislatura l'orizzonte ideale degli Stati Uniti d'Europa dovrà iniziare ad acquistare concretezza in una nuova architettura istituzionale dell'Eurozona.

pd europee Elezioni Europee 2014: i manifesti del Pd

Elezioni Europee 2014: i manifesti del Pd

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