Primarie PD. D'Alema: «Non voterei Renzi come segretario»

L'ex premier consiglia a Renzi di aspettare la candidatura a premier


L'imprevedibilità di Massimo D'Alema non si smentisce: se negli ultimi tempi l'ex premier si era schierato dalla parte del sindaco rottamatore, dicendo pubblicamente che dovrebbe essere lui – e non Enrico Letta – il candidato premier in caso di nuove elezioni, ora D'Alema aggiunge che questa non va vista come una benedizione in vista della "scalata" al Pd e delle primarie del prossimo autunno.

Quando io andrò a votare nel mio circolo, se Renzi si candida segretario, io voterò per un altro

Ha dichiarato in chiusura del suo intervento alla festa Pd di Firenze, proprio in casa di Renzi. La motivazione è semplice: D'Alema non accetta che Renzi diventi prima segretario e poi si candidi premier, impadronendosi di fatto del partito (anche se è quello che hanno fatto Veltroni e Bersani prima di lui).

Se lui fa la scelta di impadronirsi del partito avrà un cammino molto problematico, perché se lui sarà il segretario del Pd e anche il candidato premier, si troverà in una posizione molto logorante e rischierà di arrivare molto più debole all'appuntamento delle primarie

Ci sono essenzialmente due punti che solleva D'Alema, e che a ben vedere suonano come i consigli di un politico navigato al giovane Renzi. Il primo punto è quello della "novità": la forza di Renzi è quella di rappresentare il cambiamento, se si fa ingabbiare, per mesi o per anni, nella carica di segretario del partito prima di candidarsi premier, arriverà alle elezioni senza più la sua carica propulsiva (che già rischia di farsi più debole nell'attesa).

Il secondo punto è più controverso. Secondo D'Alema, il lavoro del nuovo segretario Pd sarà molto impegnativo, e difficilmente coniugabile con altri "impegni istituzionali". "Chi fa questo lavoro difficilmente riuscirebbe a fare bene anche altro". Questo sembra un messaggio riguardante l'altro grande dubbio di Renzi, cioè quello se ricandidarsi o no a Palazzo Vecchio. Renzi ha fatto sapere di volersi presentare per un secondo mandato da sindaco di Firenze, ma è difficile che riesca a farlo da segretario del Pd, a maggior ragione se poi si arrivasse a elezioni anticipate e dovesse anche candidarsi a premier. Troppi ruoli per una persona sola.

Quindi il suggerimento di D'Alema a Renzi è quello di restare a Firenze aspettando le elezioni per candidarsi premier, lasciando stare la segreteria Pd. L'alternativa, consigliata da altre vecchie volpi del Pd, è candidarsi alla segreteria ma rinunciare a Palazzo Vecchio, candidandosi invece alle prossime elezioni europee, per accreditarsi sulla scena internazionale

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