Girontondi, Veltroni non retrocede

Fervono i preparativi per la manifestazione contro il Governo prevista per l'otto luglio a Roma. Alla redazione di MicroMega (che sta organizzando di fatto l'evento) arrivano centinaia e centinaia di adesioni ogni ora. Tra queste sembra ci siano anche quelle di una decina di parlamentari del Pd.

Disubbidienti, certo, perché la linea del segretario Veltroni è chiarissima: quella non è la nostra piazza. A nulla, infatti, è servita la lettera che Antonio di Pietro (altro promotore dell'iniziativa) ha scritto al leader del Pd: "Caro Walter, vieni con noi, la democrazia è in pericolo". Un appello che stenta a far breccia tra i dirigenti del Partito Democratico convinti che quella piazza non sia altro che un "regalo a Berlusconi".

"Se i magistrati costringono Berlusconi alle dimissioni - spiega Antonio Polito, oggi, in un'intervista al Giornale - si torna al voto, Berlusconi si appella alla volontà popolare e la Cdl rivince". La missione del Pd è evitare che questo accada. Anche a costo di rompere con Di Pietro.

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