I quattro nuovi senatori a vita sono "tutti contro Berlusconi": ira del Pdl

Renzo Piano, Carlo Rubbia, Claudio Abbado ed Elena Cattaneo. A loro modo, nel passato, hanno tutti criticato il Cavaliere e il Popolo delle Libertà. E subito cominciano i veleni.

Renzo Piano, Carlo Rubbia, Claudio Abbado ed Elena Cattaneo - i quattro nuovi senatori a vita nominati da Napolitano - sono "tutti di sinistra e antiberlusconiani". Il fuoco di fila lo apre Libero con una homepage al veleno ("tutti di sinistra"), dopodiché ci si mettono Roberto Calderoli ("Facendo due calcoli vedo nel nostro futuro con questa scelta un Letta bis con una rinnovata maggioranza") e Daniela Santanché ("Sono molto rammaricata e profondamente dispiaciuta per l'unico che doveva essere nominato senatore a vita e non lo è stato, ovvero Silvio Berlusconi").

Ma la pitonessa non è solo dispiaciuta per la mancata nomina a senatore a vita di un condannato in via definitiva, pensa anche che "senza nulla togliere ai quattro nuovi senatori a vita, non sono paragonabili a Berlusconi". Sarà, resta il fatto che a dar fastidio al Pdl sembra essere soprattutto l'oscuro sospetto che la scelta di Re Giorgio sia stata dettata dal voler garantire quattro voti in più a un eventuale Letta-Bis (ma qualcuno ha chiesto ai quattro cosa ne pensano?) e soprattutto il fatto che i quattro non si siano risparmiati, nel passato, critiche velenose al Cavaliere.

Ma che cosa avranno mai detto? Cominciamo con Renzo Piano, che due anni fa dalle colonne del Time Magazine disse: "Berlusconi è un esempio terribile per il nostro paese. L'Italia non è una nazione egoista ma lui ha dato ossigeno alle parti peggiori della società. Non c'entra la destra o la sinistra, è una questione morale. Qualcosa che va oltre le sue donne”.

Carlo Rubbia ebbe invece un pesante scontro con il centrodestra quando accusò il governo presieduto dal Cavaliere di lottizzare l'Enea (ente scientifico di cui era presidente), situazione che non gli permetteva di lavorare in maniera indipendente. Risultato? Enea commissariato da Scajola e Rubia non riconfermato nell'incarico.

Passiamo a Claudio Abbado, che dieci anni fa a Tokyo si chiese qualcosa che - nei primi tempi del berlusconismo - era sulla bocca di tutti: "E' compatibile che nella parte più antica e nel cuore culturale del continente europeo ci sia un uomo che controlla l'80 per cento dei mezzi di informazione e che per di più quest'uomo sia il primo ministro?". Domanda retorica, ovviamente.

Infine la più giovane del gruppo, nonché neurobiologa del San Raffaele (luogo caro a Silvio Berlusconi), Elena Cattaneo. Che non polemizzò direttamente col Cavaliere, ma con il suo ultimo ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: "Il ministro giustifica il tutto chiamando in causa l'etica. Si tratta di un'idea arcaica dell'etica medica, quella in vigore quando i medici trattavano paternalisticamente e mentivano ai pazienti”. Il tutto per la gestione del noto caso Stamina.

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