Berlusconi&Pannella, il gatto e la volpe?

L’antico adagio: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” calza bene a Silvio Berlusconi e Marco Pannella, di nuovo “culo e camicia” nel meeting-show del gazebo radicale pro referendum di ieri.


Non è però facile capire chi dei due paga dazio per l’inconsueta compagnia di questi due leader, nel bene e nel male protagonisti da diversi lustri della politica italiana. Fuori dalla facile ironia, l’impressione è quella di due vecchietti in malasalute che tentano di sostenersi a vicenda, un po’ come nella fiaba quando il cieco disse allo zoppo: tu corri avanti a me che ti indico la via... e insieme arriveremo sani e salvi. Cui prodest?

Pannella incassa un ritorno mediatico come ai bei tempi andati quando nel vuoto della politica agostana lanciava le crociate radicali e i media a corto di notizie ci sguazzavano. Berlusconi, sempre più alla deriva nel mare procelloso, s’attacca a ogni legno pur di restare a galla e non affondare.

Nel merito, la firma pesante del Cav a sostegno dei referendum abrogativi radicali – ben 12 quesiti! - non fa che aumentare i dubbi sull’uso e sull’abuso di questo strumento, sulle sue strumentalizzazioni e manipolazioni, ma anche sul vuoto dei partiti e della politica.

Anche stavolta il piatto di Pannella è un mix di varie cucine, un minestrone di cibo riciclato insieme a qualche buon ingrediente. Sulla (condivisibile) riforma della giustizia, Berlusconi si trova in linea con la proposta di Pannella a cominciare dalla responsabilità civile dei magistrati e dalla separazione delle loro carriere.

Idem per la richiesta dell’abolizione dell’ergastolo e quella del reato di clandestinità, i cui scopi umanitari sono da sostenere, con buona pace degli ex alleati del Pdl, la Lega di Bossi. Dubbi sul semplicistico e quasi automatico alleggerimento della legge sull’immigrazione (ah, la Lega!) e sui reati di lieve entità legati alle droghe leggere ecc.

“Ma certamente - scrive oggi il quotidiano della Cei Avvenire - provocherà amarezza e sconcerto in settori importanti dell’antico (e già scosso) elettorato berlusconiano il sostegno al cosiddetto "divorzio breve" (eliminazione dei tre anni di separazione obbligatoria, utili a ponderare una scelta così grave). E decisamente ingiusta e divisiva appare anche la pretesa di modificare le norme sull’8xmille, riassegnando d'ufficio allo Stato una parte del gettito che in base alle democratiche opzioni dei cittadini-contribuenti "votanti" a ogni dichiarazione dei redditi viene oggi attribuito proporzionalmente tra lo Stato stesso e le diverse confessioni religiose (e le loro opere benefiche) che con esso hanno concordato intese. Berlusconi ha deciso di ingollare tutta la zuppa pannelliana”.

Se non è zuppa è pan bagnato, sarà anche minestra riscaldata ma qualcosa di buono c’è. Di questi tempi, meglio di niente. E Berlusconi ci si è ficcato dentro per spremere, come sempre, anche l’ultima goccia dell’ultimo limone. Attenti a quei due! Il “gatto e la volpe” pronti ad ammaliare l’italiano post feriale?

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