Spagna: Giallo corruzione. Azzerati e formattati gli hard disk dell'ex tesoriere del Pp


Che fine hanno fatto le memorie dei pc dell'ex tesoriere del Partito Popolare Spagnolo Pp Luis Bárcenas? Sono in molti a chiederselo in Spagna, dove un caso di corruzione, che vede implicato il partito di maggioranza, sta assumendo sempre di più più le tinte di un giallo. Ma andiamo con ordine.

Ricordiamo innanzitutto che Bárcenas si trova attualmente in carcere, accusato di frode e di aver gestito fondi neri per il partito. Nella vicenda è entrato come protagonista anche l'attuale premier spagnolo Mariano Rajoy. Ad "incastrarlo" è stata l'intercettazione di alcuni sms tra lui e l'ex tesoriere, nei quali è palese che il leader popolare fosse perfettamente a conoscenza degli illeciti commessi dal suo partito. Ovviamente ciò ha messo a dura prova il governo in carica, l'opposizione ne ha chiesto le dimissioni, mentre il suo andamento nei sondaggi è decisamente molto negativo. L'opinione pubblica iberica, infatti, dopo le manovre lacrime e sangue dei mesi scorsi, messe in campo dall'esecutivo in nome del rigore e della salvezza nazionale, non poteva certo mandare giù disinvoltamente un caso di corruzione così eclatante.

Quello che è accaduto poi in settimana ha dell'incredibile. Il partito di Rajoy ha consegnato alla magistratura i computer dell'ex tesoriere, ma con un hard disk azzerato e formattato. Ciò, ovviamente, ha disseminato grande perplessità e rabbia in Spagna.
Sintomatico del malumore crescente nel Paese è stato il fortunatissimo tweet del deputato di Izquierda Unida, Alberto Garzón, che ha avuto migliaia di commenti in rete. Ivi, il deputato, ha bollato il comportamento del Pp come "tipico della mafia"


Secondo Bárcenas nei due pc sequestrati c'erano dei file che certificavano i finanziamenti illegali e i pagamenti in nero ai vertici del suo partito. Tuttavia, per i periti della polizia scientifica i file sono andati irrimediabilmente perduti e quindi ora non resta che prederne atto. O meglio, esaminati i due pc, un Mac e un Toshiba, dal primo sono stati reperiti 467 giga di materiale mentre nessun dato dal secondo. Peccato che proprio nel Toshiba, secondo Bárcenas, ci fosse il materiale più scottante, ovvero documenti che accertavano la presenza di conti sospetti in Svizzera e pagamenti in nero per la campagna elettorale del 1993.

Il Partito Popolare, in una nota inviata al giudice Pablo Ruz, ci tiene a far sapere che le informazioni sono state distrutte in base al "parotoccollo della legge di Protezione dei dati che impone di cancellare e formattare i computer ogni volta che un utente lo restituisce all'impresa per riconsegnarlo a un'altra persona". La giustificazione, però, non appare molto convincente. Prima di tutto perché il Pp si è sbarazzato delle informazioni contenute negli hard disk ad aprile, solo due mesi prima che scoppiasse lo scandalo corruzione. Inoltre, particolare da non sottovalutare, Dolores de Cospedal (segretaria generale del partito), lo scorso 14 agosto, aveva dichiarato davanti giudice che i due pc di Bárcenas erano custoditi nella sede nazionale del Pp di Madrid, pronti ad essere esaminati.

Óscar López, membro della segreteria del Partito Socialista, non ha usato mezze misure nel commentare quanto accaduto "È questa la trasparenza del Pp: evitare l'argomento in Parlamento e distruggere i dischi rigidi dei computer".
Dalla vicenda degli hard disk rimangono solo due dati certi. Il primo è l'ennesimo danno d'immagine per il governo Rajoy e per il Partito Popolare. Il secondo è che i file più scottanti, presenti sul Toshiba del tesoriere, sono andati irrimediabilmente persi. Tuttavia, siamo certi che in un'inchiesta così delicata, nella quale è implicato il primo ministro, non mancheranno nuovi colpi di scena.

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