Elezioni Germania 2013: come funziona il voto e qual è lo scenario politico tedesco

Una guida rapida alle elezioni tedesche del 22 settembre 2013 con l'aiuto del germanista Ubaldo Villani-Lubelli.

Il 22 settembre 2013 in Germania si vota per rinnovare il Bundestag, il Parlamento tedesco, e dunque per decidere chi governerà il Paese per i prossimi quattro anni. Angela Merkel, cancelliere dal 2005, è favorita anche dopo il dibattito in tv e dovrebbe ottenere il suo terzo mandato, ma lo scenario politico in cui potrebbe trovarsi dal 23 settembre dovrebbe essere molto diverso da quello delle sue due precedenti esperienze e probabilmente anche più favorevole.

Cerchiamo allora di capire la situazione politica tedesca attuale con l'aiuto del germanista Ubaldo Villani-Lubelli, ricercatore, saggista, giornalista e blogger che scrive per testate come Longitude, Full Politic, The Post Internazionale oltre che per il suo seguitissimo blog Postdamer Platz, di recente autore dei due fortunati instant e-book Piratenpartei ed Enigma #merkel.

Da Villani-Lubelli ci siamo fatti spiegare quali sono i partiti che i tedeschi troveranno sulla scheda elettorale, chi ha concrete possibilità di entrare nel Bundestag, come funziona le legge elettorale, quali sono i punti di forza e quelli di debolezza dei due principali candidati al cancellierato, ossia Angela Merkel e Peer Steinbrück. Abbiamo anche cercato di capire se il risultato che uscirà dalle urne in Germania influenzerà in qualche modo l'Italia come in molti fanno credere.

Elezioni Germania 2013: partiti e coalizioni

In Italia siamo abituati a sfide tra centro-destra e centro-sinistra (salvo poi ritrovarci con le larghe intese), perciò pretendiamo di semplificare tutto allo stesso modo anche quando si tratta di elezioni straniere. In Germania alle larghe intese ci sono abituati e Angela Merkel è riuscita a restare protagonista della politica nazionale e mondiale nonostante sia salita al potere la prima volta proprio alla guida di una coalizione in cui convivevano due anime, quella della sua Unione (CDU/CSU) e quella dei socialdemocratici (SPD). Ma qual è la situazione partitica in vista delle elezioni del 22 settembre? Ecco che cosa ci ha spiegato a tal proposito Villani-Lubelli:

«Diversamente da quanto siamo portati a pensare in Germania ci sono molti partiti: alle elezioni sono ben 34 quelli che si presentano. Ma la legge elettorale proporzionale con sbarramento al 5 per cento riduce all'osso i partiti che trovano rappresentanza in Parlamento. I partiti che hanno reali possibilità di raggiungere il 5 per cento sono solo 7: Unione (composta da cristiano-sociali bavaresi e cristiano-democratici), SPD (partito socialdemocratico tedesco), Grüne (Verdi), FDP( liberali), Die Linke (sinistra), Piratenpartei (Pirati) e Alternativa per la Germania (neo-partito euroscettico).
In Germania non ci sono coalizioni vincolanti. Si indica solo il partito con cui ci si augura di poter governare. Da una parte c'è Unione e Fdp (maggioranza di governo uscente) con Merkel (CDU/CSU) candidato cancelliere e dall'altra SPD –Verdi con Peer Steinbrück (SPD)»

Dalle notizie che arrivano in Italia, sembra che Angela Merkel non dovrebbe avere troppi problemi a essere riconfermata cancelliere, ma questa volta potrebbe essere diverso dal 2005 e dal 2009, Villani-Lubelli ci spiega perché:

«Questa volta potrebbe essere una vera vittoria di Merkel. Nel 2005 fu una mezza sconfitta (tanto che fu costretta a governare con la SPD in una grande coalizione). Nel 2009 il suo partito prese il minimo storico e la vittoria venne conquistata grazie ai liberali che presero quasi il 15 per cento dei consensi. La Cancelliera potrebbe ottenere dai suoi cittadini un vero assegno in bianco. Se il "Merkel I" fu all’insegna del compromesso e il "Merkel II" all’insegna dell’attendismo e dell’anything goes (come dico nel mio libro), il "Merkel III" potrebbe essere quello in cui potrà forse osare di più. Dipende molto se si riuscirà a stabilizzare l’Euro nei prossimi mesi. Non aspettiamoci grandi riforme in politica interna»

Elezioni Germania 2013: la legge elettorale tedesca

Abbiamo già accennato alla legge elettorale che è in vigore in Germania, ma per poter interpretare bene i risultati delle elezioni, dobbiamo capirla al meglio. Villani-Lubelli ce la illustra così e ci dice anche che cosa potrebbe uscire dalle urne il 22 settembre:

«È un sistema molto più complesso di quanto spesso venga descritto in Italia. Provando a semplificare si tratta di un proporzionale con sbarramento al 5 per cento. Tuttavia il 50 per cento dei parlamentari viene eletto sulla base di liste regionali bloccate decise dai partiti. Quelle liste che in Italia fanno scandalo. Mentre il restante 50 per cento viene eletto con preferenza diretta in collegi più piccoli rispetto alle liste regionali. Dopo le elezioni, a risultati acquisiti, inizia il gioco delle alleanze. In teoria tutto è possibile, qualunque coalizione. Nel caso del 22 settembre due sono le possibilità più probabili:
- un’alleanza Unione (CDU/CSU) e liberali (FDP), che sarebbe una conferma dell’attuale maggioranza di governo
- una Grande Coalizione (Unione+SPD)
Le altre possibilità prese in considerazione - un’alleanza tra conservatori e ambientalisti (Unione e Verdi) oppure un’alleanza spostata a sinistra SPD-Verdi-Die Linke - hanno poche possibilità di realizarsi. Così come ha poche possibilità l’alternativa SPD-Verdi che candida Peer Steinbrück»

Chi è Angela Merkel e che cosa ha fatto

Per chi ancora non lo sapesse, sarà interessante scoprire che l'attuale cancelliere tedesco in realtà non ha più nulla a che fare con il suo cognome, ma lo mantiene perché ormai è conosciuta così. Il vero cognome di Angela Merkel è infatti Kasner e ha origini polacche. Suo nonno, originario di Posen, cambiò il suo cognome da Kazmerczak in Kasner, traslitterandolo in tedesco. Angela Dorothea Kasner, nata ad Amburgo il 17 luglio 1954, è figlia di un pastore luterano e ha un dottorato in Fisica.

Ai tempi dell'Università, nel 1977, si è sposata con Ulrich Merkel, dal quale ha preso l'attuale cognome e lo ha mantenuto anche dopo la separazione nel 1982. Angela si è poi risposata nel 1998 con il professore di chimica Joachim Sauer, ma non ha mai avuto figli (mentre il marito ne ha due da un matrimonio precedente).

Appena entrata in politica era soprannominata "Das Mädchen", "la ragazzina" e il suo mentore è stato Helmut Kohl.Oggi è semplicemente "Angie", è stata negli anni '90 ministro della Famiglia, poi dell'Ambiente, dal 9 aprile 2000 è presidente dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) e dal 22 novembre 2005 è cancelliere della Repubblica federale di Germania, prima alla guida di una grande coalizione CDU con il il partito consociato CSU (Unione Cristiano-Sociale) e con il Partio Social Democratico (SPD), poi, nel secondo mandato dal 27 settembre 2009, a capo di un governo che unisce CDU/CSU e FPD (i liberali). Merkel è considerata la donna più potente al mondo.

Ecco, secondo Villani-Lubelli, i suoi punti di forza e di debolezza:

«Merkel non si sa mai dove vuole arrivare. Riesce a non fa trapelare nulla delle sue intenzioni. In un certo senso è imprevedibile. E questo per i suoi avversari è un grande problema. E poi ha il grande pregio di non soffrire gli attacchi e le polemiche. Tra i punti di debolezza direi l’assenza di un progetto politico complessivo e di lunga durata»

Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale
Angela Merkel con i leader mondiali e in campagna elettorale

Chi è Peer Steinbrück, lo sfidante

Tra Angela Merkel e il suo terzo mandato consecutivo da cancelliere si frappone Peer Steinbrück, che è stato ministro delle Finanze del primo governo Merkel.
Steinbrück, classe 1947, è sposato e ha tre figli ed è iscritto all'SPD da quando aveva 22 anni. Fin dalla metà degli anni '70 ha lavorato per vari ministri SPD occupandosi soprattutto di ricerca e tecnologia, poi di ambiente e infine di economia, quello che è il suo ambito di specializzazione, tanto che nel 1993 fu nominato ministro per l'Economia, la tecnologia e i trasporti dello Schleswig-Holstein fino al 1998, anno in cui passo a ricoprire lo stesso ruolo nella Renania Settentrionale-Vestfalia, dove poi nel 2000 divenne membro del parlamento del Land e in seguito, nel 2002, presidente del più popolato dei sedici Stati federati della Germania, ruolo che ricoprì fino al 2005, quando fu sconfitto alle elezioni, ma venne poi nominato ministro delle Finanze, come detto, del primo governo Merkel fino al 2009.
Dall'ottobre 2009 fa parte del Bundestag e il 28 settembre 2012 è stata annunciata la sua candidatura al cancellierato dal presidente dell'SPD Sigmar Gabriel.

Di lui Villani-Lubelli dice:

«Steinbrück è uno che parla chiaro, dice le cose come stanno senza troppi giri di parole e questo in politica è un’arma a doppio taglio. È però un tecnico molto bravo, ha competenze specifiche in materia economica. Tra le debolezze direi che ha un’ironia che non sempre viene ben compresa e poi paga la litigiosità interna del suo partito (SPD)»

Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck
Peer Steinbreck

Elezioni Germania 2013: che cosa può cambiare per l'Italia?

Abbiamo provato a capire quanto il risultato delle elezioni in Germania può influenzare lo scenario politico italiano e Ubaldo Villani-Lubelli ci ha risposto:

«Penso poco. Anche se leggeremo pagine intere di giornali che cercheranno di trovare conseguenze a Roma. In realtà la linea in Europa del governo di Berlino non cambierà, a prescindere da chi vincerà. Sappiamo già oggi cosa la Germania si aspetta dall’Italia: conti in ordine, serietà, responsabilità, stabilità politica. Qualità rare in Italia»

Al germanista abbiamo chiesto anche: se la posizione di Merkel nel PPE si rafforza ulteriormente cosa può cambiare per la rediviva Forza Italia?
Questa la risposta:

«Anche qui credo che le cose siano slegate. Forza Italia per quanto sia nel PPE è un partito osservato con sospetto. In ogni caso credo che all’estero hanno smesso di provare a capire cosa sta succedendo in Italia dal punto di vista politico. Troppo caotico e imprevedibile. È molto difficile fare previsioni»

Partito dei Pirati tedesco e MoVimento 5 Stelle

Non è stato raro in questi anni trovare articoli i cui autori si lanciavano in paragoni tra il Partito dei Pirati tedesco e il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ubaldo Villani-Lubelli ha potuto conoscere da vicino alla Piratenpartei e ne ha intervistato il leader, Bernd Schlömer, per questo abbiamo approfittato della sua pazienza e disponibilità per chiedergli di illuminarci su qual è l'attuale situazione dei "Pirati" tedeschi e se è giusto accostarli al M5S:

«La Piratenpartei paga un inverno intero di litigi interni. Il successo è arrivato troppo all’improvviso. Non avevano la classe dirigente per poter reggere l’enorme pressione mediatica e ricoprire ruoli di responsabilità politica.
Dal congresso di maggio si sono riorganizzati e ora va molto meglio. Sono più credibili e hanno ritrovato entusiasmo. Lo scandalo dell intercettazioni in USA ha rafforzato le loro idee e la propria proposta politica. Hanno, tra l’altro, un progetto credibile per il salario minimo garantito. Insomma sono sulla buona strada, ma raggiungere il 5 per cento è difficile. Credo farebbe bene al sistema politico tedesco: porterebbero novità e potrebbero finalmente de-ritualizzare alcune discussioni politiche.
I Pirati sono la versione seria e responsabile del M5S. Non amano il leaderismo, non fanno politica con la retorica, non parlano alla pancia del paese. Il loro programma è realmente discusso dalla base, l’organizzazione è relamente orizzontale. Si tratta di un modello molto lontano e diverso da quello del M5S. Credo sia un errore voler continuare a paragonare i due movimenti»

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