Il cardinal Tarcisio Bertone difende il suo settennato e parla di “corvi e vipere” in Vaticano

Secondo il cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano fino al prossimo 15 ottobre, ci sono stati molti pregiudizi sul suo operato.

Il cardinal Tarcisio Bertone

Non ci sta il cardinal Tarcisio Bertone a passare come colui che ha fatto tutto male in Vaticano e, il giorno dopo la nomina del suo successore, parla con i giornalisti e racconta la sua versione dei fatti relativi ai suoi sette anni come Segretario di Stato vaticano. Le esternazioni avvengono a Siracusa, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, dove sono stati celebrati i sessant’anni del prodigio della lacrimazione: location ironica, possiamo dire…

Bertone ci ha tenuto a sottolineare che lui, cioè il Segretario di Stato come figura, non lavora da solo, ma in team:

Da una parte sembra che il segretario di Stato decida e controlli tutto, ma non è così. Ci sono state delle vicende che ci sono sfuggite anche perché quei problemi erano come “sigillati” all’interno della gestione di certe persone che non si ponevano in collegamento con la Segreteria di Stato.

Tarcisio Bertone, in carica fino al 15 ottobre prossimo, afferma quindi che lui e i suoi collaboratori facevano tutto il possibile, ma c’era qualcuno di esterno che poneva i bastoni tra le ruote. Del resto, Bertone ribadisce che il suo ruolo è quello di essere fedele esecutore delle disposizioni del papa:

A volte ci sono dei bilanci viziati un po’ da pregiudizi. Un bilancio onesto non può non tener conto del fatto che il segretario di Stato è il primo collaboratore del Papa, un esecutore leale e fedele dei compiti che gli vengono affidati. Cosa che ho fatto e farò.

Insomma, uno scaricabarile continuo. Riconosce Bertone di aver commesso degli errori, ma in sintesi fa un bilancio più che positivo del suo settennato. Prima dice:

Ho dato sempre tutto ma certamente ho avuto i miei difetti. Se dovessi ripensare adesso a certi momenti agirei diversamente. Però questo non vuol dire che non si sia cercato di servire la Chiesa.

Poi sottolinea:

Naturalmente ci sono stati tanti problemi, specialmente negli ultimi due anni, mi hanno rovesciato addosso accuse… Un intreccio di corvi e di vipere… Però questo non dovrebbe offuscare quello che ritengo sia un bilancio positivo

Dichiarazioni queste di Bertone che sembrano molto una excusatio non petita... Visto che è stato scelto da Ratzinger per quest'incarico, forse sarebbe stato molto più elegante – e consono al suo ruolo – fare come ha fatto il pontefice emerito: ritirarsi in silenzio.

Via | La Stampa

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