No Tav: Erri De Luca a favore del sabotaggio

"La Tav non è una decisione politica, bensì una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle".

Che tra i No Tav ci siano alcuni storici intellettuali della galassia della sinistra non è una novità. I più in vista, forse, Gianni Vattimo ed Erri De Luca. E proprio quest'ultimo ha fatto scoppiare un putiferio di polemiche in seguito alla sua intervista all'HuffPost di ieri. Parole che gli hanno portato l'accusa di essere "un cattivo maestro come Toni Negri".

Ma cosa ha detto De Luca? Il tutto comincia con l'arresto di due attivisti che trasportavano in macchina molotov, maschere antigas, fionde, cesoie, chiodi a quattro punte. Il procuratore Caselli ne approfitta per lanciare l'allarme del "pericolo terrorismo", un pericolo che - a sua detta - molti a sinistra sottovalutano. Evidentemente, nell'ottica di Caselli, Erri De Luca è uno di questi. Ma lo scrittore non si scompone ed ecco la sua valutazione sul materiale trovato nella auto dei due arrestati:

Sì, pericoloso materiale da ferramenta. Proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi. Mi spiego meglio: la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.

Altri due sono i passaggi importanti dell'intervista. Nel momento in cui gli si chiede come possa essere legittimo sabotare una decisione presa da governi democraticamente eletti, ecco come risponde De Luca:

"(La Tav) non è una decisione politica, bensì una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle. La politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera".

E quindi, qual è la soluzione?

Non so cosa potrà succedere. Mi arrogo però una profezia: la Tav non verrà mai costruita. Ora l'intera valle è militarizzata, l'esercito presidia i cantieri mentre i residenti devono esibire i documenti se vogliono andare a lavorare la vigna. Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l'unica alternativa.

Così, su De Luca, iniziano a piovere elogi e insulti. In cui nessuno scorda il fatto che lo scrittore sia stato parte del servizio d'ordine di Lotta Continua e come quindi non abbia dimenticato i vecchi metodi "extraparlamentari". Ma mentre la Tav procede in modo talmente difficoltoso che la profezia di De Luca sul suo abbandono non appare utopico, sempre più persone si chiedono per quale ragione nessuno abbia messo in discussione i lavori, nella stessa montagna, per il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus, lungo 12 chilometri. E tra i militanti No Tav iniziano a esserci perplessità.

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