Ore 12 - Alfano e Bersani promettono la "svolta". Solo bluff?

altroLe intenzioni di cambiare, pur controvoglia, ci sono. Cioè di dare ai partiti non solo una riverniciata alla facciata, ma una modifica reale, pur se limitata.

Perché anche i due partiti più grandi, Pdl e Pd, pur molto diversi fra loro, hanno imboccato (forse non solo a parole) la via del rinnovamento?

La risposta è semplice e viene dagli elettori (dalle ultime amministrative) e dagli ultimi sondaggi: Pdl più che dimezzato rispetto al voto del 2008 e Pd in calo di sette punti percentuali. Debacle totali, di fronte alle quali in qualsiasi azienda (privata) i vertici sarebbero cacciati.

Ora, di fronte alla prospettiva di... scomparire, Alfano promette di ricorrere a Internet per coinvolgere i cittadini nell’impostazione del nuovo programma e anche Bersani e soci cercano disperatamente il riaggancio con l’elettorato, anche attraverso referendum (per esempio per scegliere la formula di governo ecc.).

In generale, paiono forzature, tappabuchi per recuperare il consenso dei cittadini in caduta libera. Dov’è la proposta su cui discutere, il progetto politico su cui aprire un confronto con la gente reale? Non basta cioè continuare a piangersi addosso, a parlare sempre delle stesse cose: finanziamento ai partiti, limite dei tre mandati per la rielezione in parlamento, criteri di selezione per i gruppi dirigenti a tutti i livelli.

Temi anche importanti, per carità, ma scollegati dal ruolo e dalla sostanza di cosa deve essere oggi un partito e, soprattutto, fuori dalla crisi generale del Paese e del mondo, crisi non solo economica.

Comunque, poco è sempre meglio di niente. Spetta ai cittadini, ai giovani in particolare, spingere. E forzare la porta appena socchiusa. La casta, da sola, non ha nessuna intenzione di fare carachiri.

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