Ore 12 - Bersani, barra al "centro"?

altroUno che osò sfidare per primo, a viso aperto e a muso duro il Cav, Marco Follini, oggi rassicura sulla bontà del percorso tracciato da Pier Luigi Bersani: “Non una predica, ma un ragionevole progetto politico”.

Follini, (incauto o coraggioso?) esploratore della “terra di mezzo” (che tutti cercano e nessuno trova) vede nella nuova via tracciata da Bersani, un Pd costruttore e baricentro di un nuovo “compromesso”.

In altre parole, fine della abusata foto di Vasto, addio a Di Pietro, mano tesa per un accordo di programma (politico) con i “moderati”.

Anzi, Follini dice di “issare a bordo i moderati”. Dov’è la novità? C’è ed è forte.

Non ci si rivolge a un patto di vertice con Casini, ma direttamente all’elettorato forzaleghista, deluso da Berlusconi e Bossi, ma indeciso sul dove approdare.

Non sarà facile: non solo perché le delusioni in politica (come in amore) richiedono tempi lunghi per essere smaltite e non sempre si segue la logica del chiodo scaccia chiodo, via da qua per andare di là.

Non è facile perché gli elettori del centrodestra vedono il Pd come l’altra faccia della medaglia, nel ventennio berlusconiano, il nemico da annientare. Che fare?

Ridefinire con chiarezza l’identità e la collocazione politica del Pd: abbandonare i sinistrismi e i dipietrismi di vario genere, non con dichiarazioni altisonanti ma con proposte, programmi, progetti, orientati esclusivamente a difesa degli interessi generali del Paese. Fuori da populismi, conservatorismi, particolarismi di qualsiasi matrice.

Il problema? I moderati non si fidano e quelli del pidì, pure. Fare uscire tutti dalle rispettive casematte non sarà impresa facile. Soprattutto con un Pd dove ancora si vota all’unanimità la relazione del segretario e un attimo dopo si torna a tramare per indebolirne leadership e linea politica.

Ma c’è un’altra strada per evitare il caos di questo Paese sempre più arroccato, diviso e impaurito?

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