Grecia: Prodotti scaduti in vendita nei supermercati per aiutare le famiglie in difficoltà


Fa discutere la nuova misura di sostegno alle famiglie introdotta in Grecia: vendere cibi scaduti al supermercato a prezzo scontato (anche ad un terzo del valore originario). In questo modo si ritiene che molti cittadini ellenici, colpiti da una crisi economica devastante e in condizioni di indigenza, possano tornare a fare la spesa. L'idea è venuta dal Ministero dello Sviluppo di Atene e, ovviamente, riguarda solo i prodotti alimentari non deperibili (come verdura in scatola, pasta e olio). Su queste tipologie di generi alimentari, infatti, la data di scadenza dovrebbe avere solo un valore indicativo.

A tale proposito, il sottosegretario allo sviluppo, Giorgos Stergiou, ci ha tenuto subito a spiegare, riferendosi ai prodotti non deperibili, che "la data di scadenza indicativa non ha a che vedere con la sicurezza o la qualità del cibo, ma è fissata dalle aziende per ragioni di marketing". I generi alimentari, dunque, potranno essere venduti oltre la scadenza segnalata per un arco di tempo che varia da una settimana a tre mesi.
La regolamentazione introdotta dal ministero può essere così schematicamente riassunta. Se la data di scadenza riportata sul prodotto comprende il giorno e il mese, allora può rimanere in vendita solo per una settimana oltre quella data. Se viene riportato mese e anno, allora potrà rimanere sugli scaffali un mese in più. Se nella dicitura "consumarsi preferibilmente" è indicato solo l'anno, allora in quel caso potrà essere venduto per ancora tre mesi.

Il codice è entrato in vigore il 22 agosto e non contravviene la legislazione dell'Unione Europea. Le associazioni dei consumatori, però, non hanno gradito la misura bollandola come lesiva della dignità dei cittadini e non efficace rispetto al problema dei consumi.

Nei prossimi giorni, in Grecia, arriveranno nuovamente gli ispettori della Troika e probabilmente chiederanno nuovi sacrifici ad un paese che ha un tasso di disoccupazione del del 27,6%, un sistema sanitario in bancarotta e un decremento di Pil del 4,4 ravvisato durante 2013. Inoltre secondo l'Ika (il maggiore istituto di previdenza sociale greco), in questo momento nel Paese, su 1 milione e 800.000 dipendenti impiegati nel settore privato, soltanto 700mila ricevono lo stipendio a fine mese. In questo contesto, dove non è affatto inopportuno parlare di un ritorno ad un sistema schiavile del lavoro, la vendita di cibi scaduti nei supermercati non appare di certo una soluzione, ma solo una sottolineatura delle enormi differenze sociali.

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