Brasile: Il governo chiede spiegazioni per iscritto ad Obama sullo spionaggio della Nsa


Il governo di Brasilia ha alzato la voce contro l'attività di spionaggio messa in atto dagli Stati Uniti nei confronti del Presidente Dilma Rousseff e del suo Paese. Luiz Alberto Figueiredo, ministro degli esteri brasiliano, è stato molto chiaro sulla questione. Dopo l'incontro di lunedì con l'ambasciatore statunitense, Thomas Shannon, ha lanciato un messaggio inequivocabile: Il Brasile non si accontenta delle spiegazioni dell'ambasciatore ma esige quelle per iscritto del Presidente Barack Obama, entro la fine di questa settimana.

Figueiredo ha precisato alla stampa che la richiesta è stata presentata in maniera franca a Shannon, "che ha preso appunti". Inoltre, il ministro brasiliano, ha lasciato intendere che se non ci saranno scrupolose delucidazioni da parte del governo di Washington sull'azione di spionaggio compiuta dall'Agenzia di sicurezza nazionale nordamericana (Nsa), il viaggio del prossimo ottobre negli Usa del Presidente Rousseff potrebbe saltare.

Una decisione così drastica è la conseguenza di quanto accaduto lo scorso luglio, quando i documenti, trafugati e passati alla stampa dall'ex agente della Cia, Edward Snowden, hanno rivelato che il Brasile era il secondo Paese più spiato al mondo dagli Stati Uniti. Da allora le spiegazioni, non proprio esaustive, che Washington ha offerto sono state solo verbali.

Le ragioni che stanno dietro l'azione spionistica nordamericana potrebbero essere state essenzialmente due. La prima è verificare quanto il Brasile sia disposto a sostenere l'asse bolivariano (Venezuala, Ecuador, Bolivia), in forte contrasto con gli interessi economici statunitensi. In secondo luogo c'è il sospetto che si volessero acquisire informazioni su un'incipiente gara di appalto sui giacimenti petroliferi della piattaforma continentale basiliana.
Ovviamente ciò non giustifica un'aperta violazione di sovranità nei confronti di un altro Paese, che ha assunto contorni spropositati. Ricordiamo, a tale proposito, che oggetto di spionaggio è stata anche la corrispondenza personale di Rousseff.

Nella vicenda è entrato anche il ministro delle comunicazioni brasiliano, Paulo Bernardo. Questo ha rimarcato che le imprese, implicate nell'attività di spionaggio in Brasile, si vedranno annullare la loro licenza di sevizio. Inoltre ci ha tenuto a rimarcare che il governo ha adottato una nuova normativa Internet, che prevede l'obbligo di memorizzazione dei dati sui brasiliani per un tempo limitato da parte dei siti stranieri (come Facebook, Twitter o Google).

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