Il Giornale contro Matteo Renzi: "Sa solo alzare le tasse"

Il rottamatore sarà con tutta probabilità il candidato premier del Pd alle prossime elezioni. E visto quanto piace agli elettori di centrodestra, il quotidiano di Sallusti parte all'attacco.

Si può dire che la campagna elettorale è iniziata. Berlusconi minaccia di far cadere il governo proprio nei giorni in cui Matteo Renzi sta portando a termine le ultime mosse per conquistare le Primarie Pd. E visto l'attrattiva - così forte da lasciar parecchio perplessi gli elettori democratici tradizionali - che il sindaco di Firenze è in grado di suscitare tra quelli di destra, non è difficile immaginare la ragione per cui da Il Giornale sia partito un attacco contro il rottamatore. Leader che potrebbe, sondaggi alla mano, portare il centrosinistra a una comoda vittoria.

Ed eccoci quindi all'attacco del quotidiano di Sallusti, che fa leva su due spauracchi dell'elettore tipo del centrodestra: Mario Monti e le tasse. Così, Matteo Renzi si trasforma in un "Monti che sa solo alzare le tasse". Scrive Il Giornale:

Per un 1 per mille di Irpef tagliato, i fiorentini hanno dovuto subire una gragnola di aumenti. Renzi è il tassatore mascherato. Nei suoi quattro anni a Palazzo Vecchio i bilanci dicono che il Cosap (Canone di occupazione del suolo pubblico) ha subìto aumenti fino al 50 per cento. Le tasse cimiteriali hanno seguito il medesimo andamento. Idem per il costo delle mense scolastiche. La Tia (tassa sui rifiuti) è cresciuta del 24 per cento.

L'elenco delle tasse aumentate dal sindaco continua, fino ad arrivare alla conclusione più pesante:

Il Sole24Ore, che notoriamente non lascia partire schizzi di fango perché è la bibbia dei conti, ha scritto che «il Comune ha tirato la corda, su molti fronti, senza però incidere sulla spesa per il personale che continua a veleggiare sui 190 milioni l'anno». Più tasse senza tagli: il buon Matteo assomiglia molto a Mario Monti.

Dopo aver sottolineato come la annosa cattiva salute delle casse fiorentine non possa essere colpa della Lega o del Pdl (ma nessuno l'aveva mai detto, c'è qualche forma di complesso in redazione?), l'articolo si conclude. O meglio, al termine del pezzo c'è segnato un "continua". La campagna elettorale è iniziata, Renzi è un avversario molto temibile per il centrodestra, e le bastonate del Giornale (il che non vuol dire che siano falsità) non saranno certo lesinate.

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