Crisi di governo. Caccia ai "volenterosi" per Letta o un esecutivo di transizione

Letta vorrebbe andare avanti senza aprire la crisi ufficiale, ma ci sono altri possibili scenari


Anche se l'incontro tra Fedele Confalonieri e Giorgio Napolitano sembra aver messo in pausa la volontà di rottura di Berlusconi, il fatto che il Cavaliere abbia già registrato il videomessaggio in cui annuncia il ritiro della fiducia all'esecutivo ha messo in allarme Enrico Letta e il Pd. E contestualmente è entrata nel vivo la caccia ai voti per mandare avanti il governo.

La parola chiave è "volenterosi". Dopo i "responsabili", un altro termine a indicare quei parlamentari (soprattutto senatori, visto che a Montecitorio il Pd ha una solida maggioranza) disposti ad appoggiare Letta anche senza il Pdl. La "caccia" riguarderebbe soprattutto i senatori dei piccoli gruppi come il Gal, i grillini dissidenti (se ne contano almeno 8 disponibili) e qualche pidiellino che sa di non poter contare sulla ricandidatura nel suo partito. Questi, aggiunti a quelli di Sel, ai montiani e ai nuovi senatori a vita, garantirebbero a Letta i numeri, sia pur risicati, per continuare.

E non si parli di Letta-bis. Nel caso in cui i cinque ministri Pdl si dimettessero, Letta non ha intenzione di dimettersi e farsi dare un nuovo mandato, ma distribuirà gli interim e chiederà una nuova fiducia per sottolineare che l'azione del governo non si interrompe. L'esempio è quello del governo Andreotti VI: nel 1990 5 ministri della sinistra Dc si dimisero in polemica con l'approvazione della legge Mammì, ma Andreotti andò avanti e li sostituì senza aprire una crisi.

In ogni caso si tratterebbe a quel punto di un governo dall'orizzonte temporale limitato, con l'incarico di approvare la legge di stabilità e magari provare a riformare il Porcellum, ma nessuno può sognare che faccia le riforme costituzionali. E non è detto che i montiani accettino in blocco, da parte dello stesso Monti ci sarebbero delle perplessità. A quel punto potrebbe essere Letta a farsi da parte, avendo già detto più volte che non vuole "governare a ogni costo", e la palla tornerebbe al Colle, che per scongiurare le elezioni in autunno potrebbe incaricare un governo a termine che approvi la legge di stabilità e traghetti il paese alle elezioni a marzo. E in pole position ci sarebbe l'evergreen Giuliano Amato.

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