Pd. Matteo Renzi a Piombino: «O cambiamo o perdiamo»

Il sindaco comincia la campagna elettorale per conquistare il partito


Non è arrivato ancora l'atteso annuncio della candidatura ufficiale alla segreteria Pd, ma non c'è dubbio che ormai Matteo Renzi parli non solo da candidato, ma quasi da segretario in pectore. E non è un caso se, proprio nei minuti in cui il sindaco di Firenze parlava dal palco della festa Pd di Piombino, dalla Liguria Massimo D'Alema ammetteva che "queste primarie hanno un vincitore annunciato", dimostrando di non vedere male la vittoria di Renzi pur continuando a sostenere Gianni Cuperlo.

In maniche di camicia, arrivato con 20 minuti di ritardo e da un'entrata secondaria, Renzi ha spiegato come intende cambiare il partito, pur senza entrare nel dettaglio del suo programma politico, mentre in molti si aspettavano che proprio da una delle roccaforti "rosse" per eccellenza il sindaco rottamatore ne approfittasse per parlare, ad esempio, dei suoi progetti in materia di lavoro.

Dobbiamo fare una riflessione sul partito, sono d'accordo che non deve essere un partito personale ma nemmeno impersonale dove non ci si guarda più negli occhi, soffocato dalla burocrazia. O il Pd cambia o e' condannato a perdere

Per ora l'obiettivo di Renzi è scompaginare le carte all'interno del partito, conquistare il Pd e da lì partire poi per la corsa alla premiership, puntando evidentemente al voto nel 2014, meglio ancora se nella prima metà. Renzi se la prende con i vertici del Pd che non hanno ancora fissato una data per il congresso e per le primarie:

Con quale faccia si chiede agli altri di rispettare le sentenze e non si rispettano per primi le scadenze?

ha detto, facendo un parallelo piuttosto ardito tra la decadenza di Berlusconi e il congresso del Pd. E riguardo il congresso, Renzi non vuole che sia una resa dei conti.

Usiamo il congresso del Pd per raccontare l'Italia che vorremmo. Da 20 anni c'e' il derby berlusconiani-antiberlusconiani. Ora voglio rivendicare il diritto a costruire uno schema di orizzonte.

Ci si aspettava dal sindaco anche qualche parola sui recenti endorsement che gli sono piovuti addosso, soprattutto dall'area popolare, come quelli di Franceschini e Fioroni. Non ha fatto riferimenti diretti ma con una frase ha strizzato l'occhio a chi voleva che prendesse le distanze da chi è salito sul carro del vincitore annunciato.

Se vinciamo, andranno avanti i più bravi, non i più fedeli.

Una frase che, tutto sommato, non chiarisce niente ma accontenta tutti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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