Cernobbio, Enrico Giovannini: "Stiamo lavorando per riattivare il mercato del lavoro"

Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini chiede una spinta nel mercato del lavoro per avviare la crescita economica: "Legge di stabilità a metà ottobre"

Da Cernobbio, dove si tiene in questi giorni il Workshop Ambrosetti, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini promette una legge di stabilità entro metà ottobre che avrà tre punti cardine: riduzione della spesa, riorganizzazione delle entrate e spinta per la crescita economica.

Quali saranno i provvedimenti, in particolare sul taglio del cuneo fiscale, messi in campo per aiutare famiglie ed imprese?

"Ogni volta ci si aspetta un provvedimento che risolva tutti i problemi: è chiaro che il cuneo fiscale va ridotto anche in un'ottica pluriennale. Non possiamo immaginare, con le risorse disponibili, di fare tutto nel 2014: dobbiamo dare garanzia alle imprese che da qui ai prossimi anni ci sarà un percorso. Bisogna valutare gli interventi uno per uno, in termini di impatto sulla crescita.
E' la crescita infatti l'unica possibilità di assorbire la disoccupazione."

Una crescita che, a detta del ministro, dovrà essere robusta e persistente, di almeno il 2% l'anno. Il taglio del cuneo fiscale previsto dal ministro sarà dunque graduale, inserito in un programma che, secondo quanto traspare dalle parole del ministro (che su questo non si sbilancia), potrebbe essere addirittura quinquennale.

"Dal 2015 parte anche l'impegno per la riduzione del debito: dobbiamo accelerare non solo la ripresa ma far si che sia ad alta intensità di occupazione, che vuol dire stimolo ai consumi per una crescita sostenibile. Su questo ci sono tante proposte."

Proposte per le quali saranno necessari altri 20 giorni prima di metterle chiaramente nel piatto della nuova legge di stabilità. Giovannini ha spiegato che le simulazioni attualmente in fase di valutazione da parte del suo ministero, e di quello dell'economia, sono sia "macro" (come ad esempio il mancato aumento dell'Iva compensato, ad esempio, con un parziale taglio del cuneo fiscale) che "micro" (in modo da poterne osservare l'impatto sulla distribuzione del reddito).

"I consumi devono ripartire anche ridando potere d'acquisto a chi ha una più alta propensione al consumo."

ha spiegato il ministro del Lavoro, che auspica stabilità politica sia in Italia che in Europa, una stabilità necessaria. La ripresa, ricorda Giovannini, è implicitamente legata proprio ad una stabilità politica solida, che permetta di fare cambiamenti strutturali consistenti. La fiducia di famiglie ed imprese, nascente da un desiderio di cambiamento che Giovannini afferma di percepire chiaramente sia nelle famiglie che nelle imprese, è necessaria alla classe politica proprio per prendere quelle decisioni improrogabili di cui l'Italia necessita.

Certamente però i nodi gordiani della politica italiana, che fino ad oggi hanno impedito di trovare una copertura alternativa al gettito dell'Imu, sono da tenere in forte considerazione, anche se il ministro del Lavoro non trova la situazione così cristallizzata:

"La service tax è una tassa che, in un momento in cui la globalizzazione permette di produrre reddito ovunque nel mondo, impone un prelievo fiscale a chi usa il territorio, l'acqua, l'aria, i trasporti: in questo senso è una tassa estremamente moderna. [...] Credo che la decisione che è stata presa è volutamente in una direzione di riforma strutturale. Questo governo non solo ha tagliato 2 miliardi, quest'anno, di imposizione (è la prima volta da tanti e tanti anni che un governo in Italia taglia le tasse) ma ha anche definito un sistema per cui i sindaci in futuro non potranno alzare le aliquote oltre un certo limite."

Rotondi ha inoltre specificato come il Paese sia stato "messo in sicurezza" dalle misure del governo Monti, spiegando che comunque il governo Letta, non avendo possibilità di nuove manovre, si è mosso internamente al bilancio.

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