Decadenza Berlusconi, depositato in Giunta il ricorso alla Corte di Strasburgo

I legali di Berlusconi hanno depositato presso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari il ricorso che intendono presentare alla Corte di Strasburgo.


C'è un documento che si è aggiunto in queste ore ai tanti già depositati dai legali dell'ex premier Silvio Berlusconi presso la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, l'organismo che sarà chiamato a esprimersi sulla decadenza del Cavaliere e sulla sua conseguente incandidabilità: il ricorso che la difesa intende presentare alla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo.

Il documento col quale i legali di Berlusconi vogliono rivolgersi alla Corte per contestare la retroattività della legge Severino è pronto. Si tratta di un fascicolo di 33 pagine intestato "Silvio Berlusconi contro l’Italia" in cui viene spiegato che la sentenza della Cassazione avrebbe violati gli articoli 3, 7 e 13 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo:

Articolo 3 - Diritto a libere elezioni

Le Alte Parti contraenti si impegnano a organizzare, a intervalli ragionevoli, libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo.

Articolo 7 - Nulla poena sine lege

1. Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.
2. Il presente articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui è stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

Articolo 13 - Diritto a un ricorso effettivo

Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali.

Il testo del ricorso, non ancora presentato alla Corte di Strasburgo, è stato depositato alle 12.30 di oggi presso la Giunta, aggiungendosi così al faldone presentato nei giorni scorsi contenente i pareri dei sei giuristi che all'unanimità hanno sottolineato la necessità di ricorrere alla Corte Costituzionale.

Intanto, mentre si comincia a paventare l'ipotesi che si possa richiedere una revisione del processo, cresce l'attesa per l'avvio vero e proprio della discussione in Giunta.

La data è ben nota a tutti: lunedì 9 settembre, ma la discussione potrebbe proseguire per ore, forse per giorni, tanto che si parla già una decisione attesa per il 15. La verità è a pochi giorni di distanza, mentre il ricorso alla Corte europea di Strasburgo sembra sempre più minacciare di ritardare questa decisione.

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