De Luca: “Ho partecipato ai blocchi No Tav”

Lo scrittore denunciato da Ltf ammette di avere partecipato alle azioni di sabotaggio del traffico del movimento No Tav: perché “l'intellettuale non dovrebbe mai smentire quel che ha detto e scritto”

A pochi giorni dalla notizia della denuncia di Ltf allo scrittore Erri De Luca per avere esortato la popolazione a sabotare l’opera applicando la disobbedienza civile, l’intellettuale è stato intervistato dal quotidiano Repubblica. Nel corso del botta e risposta pubblicato quest’oggi, l’intellettuale non solo non ha rinnegato le proprie parole, ma ha addirittura ammesso di avere partecipato ad alcune forme di sabotaggio No Tav in Valsusa.

L’Italia scopre così, fra tanti barboncini da salotto televisivo, uno scrittore genuinamente engagé, di quelli, di cui sembrava essersi perso la stampo, capaci di mettere in fila pensiero e azione. Al giornalista che gli chiede quale deve essere la responsabilità dello scrittore nei confronti delle parole da lui stesso pronunciate, De Luca risponde che

se poi l'intellettuale è uno scrittore, è bene che conosca il significato delle parole: è il suo mestiere. Direi di più: l'intellettuale non dovrebbe mai smentire quel che ha detto e scritto.

Secondo De Luca, l’impegno civile non può esaurirsi nella scrittura, ma deve estendersi alla possibilità che la libertà di parola e opinione sia bene comune. Per spiegarlo fa un esempio estremamente calzante:

Che cosa può fare un ciabattino che sa fare bene le scarpe? Può impegnarsi, al di là del suo lavoro, per far sì che tutti possano avere scarpe. Ecco, l'impegno e la responsabilità dell'intellettuale è simile: occuparsi della libertà di parola per tutti.

Secondo De Luca in Italia non esiste un problema di libertà di parola, quanto un problema di qualità della parola. De Luca s’interroga sul perché le frasi dei politici che istigano all’uso delle armi e a imbracciare i fucili siano state ormai normalizzate nel dibattito pubblico, mentre, per esempio, le sue parole sulla disobbedienza civile siano sanzionabili.

De Luca aggiunge che “in una valle che vive in stato d'assedio e militarizzata per difendere un'opera inutile e dannosa, e dove non ci sono altri modi per farsi ascoltare, si ricorre al sabotaggio”. Compito dell’intellettuale è quello di “stare dove la vita è offesa”.

E quando il giornalista va diretto alla questione chiedendo a De Luca se sia mai intervenuto praticamente in un'azione di sabotaggio, De Luca non si tira indietro:

Certo che l'ho fatto. Ho partecipato ai blocchi dell'autostrada insieme a maestri elementari, vigili urbani, madri di famiglia. Il blocco stradale è certamente un atto di ostruzionismo. Diciamo che è una forma di sabotaggio alla libera circolazione.

Via | La Repubblica

Foto © Getty Images

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