Approvato il decreto scuola: stop al bonus maturità e via libera al welfare dello studente

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto scuola. Letta: "Torna in diritto allo studio"

Lo aveva annunciato lo stesso Enrico Letta ieri al forum Ambrosetti di Cernobbio e, puntualmente, è arrivato il via libera questa mattina in Consiglio dei Ministri: il decreto legge comprendente misure urgenti per scuola, università e ricerca (più prosaicamente decreto scuola) è stato approvato dal governo.

Nel decreto, dal valore di 400 milioni di euro, risulta cancellato il contestatissimo "bonus maturità": sono pertanto "salvi" gli studenti che si apprestano ad eseguire i test d'ingresso per l'accesso alle università, che non potranno tenere conto del voto dell'esame di stato appena trascorso.

Il decreto contiene anche misure relative al divieto di fumo anche delle sigarette elettroniche nei locali scolastici ed introduce il "welfare dello studente", uno stanziamento di 15 milioni di euro nel 2014 per favorire il raggiungimento dei più alti livelli di studio e il pieno successo formativo agli studenti di medie e superiori; il governo sostiene di aver tenuto conto, nella stesura del decreto che concede incentivi, benefici e contributi specifici, di tre fondamentali parametri, divenuti pilastri dell'intero provvedimento.

Primo su tutti l'alleggerimento della spesa delle famiglie degli studenti per pasti e trasporti, ma anche la valutazione delle condizioni economiche dello studente sulla base dell’Isee ed il merito negli studi in base alla valutazione scolastica.

Merito e disagio economico insomma, nel tentativo di migliorare le performance qualitative dell'intero panorama scolastico italiano.

Nella conferenza stampa di presentazione del decreto il primo ministro Enrico Letta si è detto contento per l'approvazione del decreto, che voleva necessariamente votato contestualmente all'inizio dell'anno scolastico; un gesto simbolico di vicinanza a studenti e famiglie che vuole ristabilire quel diritto allo studio sancito dalla Carta Costituzionale:

"Finalmente ritorna e riesiste l’impegno per il diritto allo studio."

Nel prossimo triennio saranno 26mila gli insegnanti di sostegno che passeranno a ruolo, mentre da gennaio cominceranno le assunzioni anche per il personale ATA, ma non sono questi gli unici provvedimenti previsti nel decreto: l'estensione del permesso di soggiorno per chi segue corsi di studio o di formazione professionale in Italia (la promessa di "maggiore attrattività" dell'istruzione italiana va proprio in questa direzione); su questo è intervenuta anche il ministro Kyenge durante la conferenza stampa:

"Si tratta di una grande novità, un grande passo per l'Italia, per rendere competitivo il nostro sistema universitario."

C'è poi la modernizzazione di determinati strumenti di studio (in particolare il wi-fi nelle scuole, arretratissime come tutto il paese sull'agenda digitale), l'ingresso gratuito per gli insegnanti nei musei italiani, ma anche i libri saranno economicamente "più leggeri" per gli studenti in difficoltà.

Inoltre, per favorire interventi straordinari e la messa in sicurezza di istituti scolastici, nonché la costruzione di nuove scuole, le Regioni possono ora stipulare mutui trentennali con la Bei, la banca di sviluppo del consiglio d’Europa e la Cassa Depositi e prestiti.

Il provvedimento vuole, nelle dichiarazioni del ministro Maria Chiara Carrozza,

“evitare i fenomeni di dispersione scolastica, particolarmente nelle aree a maggior rischio di evasione dell’obbligo"

I metodi didattici in tal senso verranno indicati a breve in un ulteriore provvedimento del MIUR. Per quanto riguarda le risorse per 2013 e 2014

"E' autorizzata la spesa rispettivamente di 3,6 milioni di euro e di 11,4 milioni [...] oltre alle risorse previste nell’ambito di finanziamenti di programmi europei e internazionali per finalità coerenti.”

anche se non viene specificata la provenienza di questi fondi.

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