Movimento 5 Stelle: chi sono i 20 senatori dissidenti pronti a sostenere un Letta Bis?

L'ultimo a parlarne è stato Brunetta. Ma quanto c'è di vero?

La dissidenza nel Movimento 5 Stelle è ormai approdata anche al Senato (nel senso che i ribelli fino a non molto tempo fa erano solo nel gruppo della Camera) e il sospetto è che tutta questa agitazione che si respira nel gruppo di Beppe Grillo sia causata dal fatto che non pochi vorrebbero sostenere un governo Letta Bis. Un sospetto di cui si parla da tempo, ma che è stato nuovamente tirato in ballo da Renato Brunetta.

Falco doc del Pdl, nonché uno degli esponenti del partito di Berlusconi che con più facilità spara contro il governo si è detto sicuro che venti "traditori" pentastellati siano pronti a sostenere un Letta Bis: "Succederà certamente. Sono circa 20, si sanno già anche i nomi. Al Senato, quello che si prospetta è una maggioranza Pd, Sel, fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle”.

Si sanno già anche i nomi? A meno che Brunetta non abbia qualche segreto, si può immaginare che si riferisca all'elenco che già circola da qualche tempo. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza: che nel Movimento 5 Stelle ci sia una fronda che mal sopporta l'autorità assoluta e il radicalismo di Beppe Grillo è un dato di fatto, come è certo che l’europarlamentare Sonia Alfano - un tempo molto vicina al M5S - stia lavorando per creare un gruppo autonomo a Camera e Senato di fuoriusciti pentastellati.

E in effetti i nomi di questi potenziali "traditori" circolano già da un bel po': Luis Orellana, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Girolamo Pepe, Maurizio Romani, Lorenzo Battista, Mario Giarrusso, Monica Casaletto, Alessandra Bencini e Elena Fattori. Dieci nomi, quindi, la metà di quelli evocati da Brunetta. Ma è evidente che nel momento in cui le cose, dalle parti di Palazzo Chigi, dovessero veramente naufragare le sirene diventerebbero sempre più attraenti.

C'è però una questione di primaria importanza di cui non si parla spesso, e cioè del fatto che questi eventuali fuoriusciti non hanno nessuna intenzione di fare la stampella a un Governo Letta che continui a lavorare come se nulla fosse. Tutt'altro, le ipotesi che hanno qualche (qualche) chance di realizzarsi sono di ben altro tipo: la più in voga vuole che Letta accetti di fare il premier in un governo di scopo sostenuto anche da questo gruppo di dissidenti che abbia il solo obiettivo di cambiare la legge elettorale per poi andare al voto. Una collaborazione minima, quindi, giusto il tempo per cancellare il Porcellum e poi, nemici come prima, si torna al voto.

Ma è possibile? In verità molto meno di quanto possa sembrare a prima vista: se i dissidenti si staccasero dal M5S per sostenere un governo che faccia solo la riforma elettorale e poi dia il via alla campagna elettorale, questi venti ribelli si sarebbero immolati. Chi li ricandiderebbe? E in effetti l'obiettivo sembra più che altro quello di convincere tutto il M5S a sostenere un'operazione del genere (missione impossibile, visto che Grillo sembra essersi reso conto che con il Porcellum potrebbe conquistare il premio di maggioranza alla Camera).

La seconda ipotesi è che nasca un governo tutto nuovo, che sia sì sostenuto da Pd-Sel-M5S, ma i cui esponenti governativi siano scelti dalla società civile e che vada oltre il solo obiettivo di riforma della legge elettorale. Quel governo a Cinque Stelle di cui si è parlato per un po' di tempo. Ma, visti i numeri comunque risicati, sembra un progetto un po' troppo a lungo termine.

  • shares
  • Mail
14 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO