Vatileaks, Ettore Gotti Tedeschi e Paolo Gabriele: 9 possibili piste

Le notizie dei Vatileaks, del maggiordomo-corvo Paolo Gabriele e della situazione dello IOR non occupano più i primi titoli di giornali e tv. L’occasione è, quindi, buona, per provare a vedere la situazione in maniera leggermente più ampia.

Rossend Domenech qualche giorno fa ha effettuato un’ampia disamina della questione su El Periódico in un articolo dal titolo Che succede in Vaticano? Secondo Domenech al momento attuale nessuno sa bene chi è chi in questa vicenda: se i cattivi (maggiordomo, complici e banchiere) sono veramente i cattivi o se i buoni (chi fa dimettere e arrestare) sono veramente tali.

È un po’ come Il Codice da Vinci di Dan Brown in cui ci sono alcune notizie vere, altre false, altre ancora inventate: il risultato alla fine è verosimile. Si tratta della teoria del carciofo, come la definisce Domenech: più si sfoglia, più ci si avvicina al cuore che, comunque, è pieno di spine, morbide o dure che siano.

Nove sono i livelli che il giornalista individua, fermo restando che se dei reati (come il furto di documenti riservati) sono stati commessi, questi vanno puniti. Preferisco parlare di piste, più che livelli, dal momento che ognuna potrebbe portare alla risoluzione del caso. O forse tutte potrebbero confluire in una.


  • 1 pista: tanto Paolo Gabriele, il maggiordomo, che Ettore Gotti Tedeschi, l’ex presidente dello IOR, hanno tradito la fiducia del papa ed è giusto che siano stati allontanati.

  • 2 pista: se maggiordomo e presidente dello IOR erano uomini del papa, perché li accusano e li neutralizzano? Chi si vuole colpire?

  • 3 pista: fin da prima di diventare papa Joseph Ratzinger ha denunciato il “marcio” dentro la chiesa, come pure l’arrivismo di molti ecclesiastici; in quest’ottica ha portato alla luce migliaia di casi di preti pedofili, sebbene molti gli consigliassero prudenza.

  • 4 pista: a diversi cardinali francesi e tedeschi non è mai andata giù la nomina di Tarcisio Bertone a segretario di Stato, perché, secondo loro, è del tutto incapace a ricoprire tale incarico.

  • 5 pista: il cardinal Bertone è al fianco di Joseph Ratzinger da ben venticinque anni, prima ancora dell’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI. Se è lui a creare tutta questa confusione, come può il papa defenestrarlo? È vero che in Vaticano vige una monarchia assoluta ma è altrettanto vero che è una monarchia particolare che vede presenza di persone di tutto il mondo…

  • 6 pista: Benedetto XVI ha più volte ribadito che all’interno della chiesa cattolica c’è bisogno di pulizia (vedi pista 3) ma, di fatto, non ha mai affrontato la riforma della Curia. Secondo i più accreditati Ratzinger sta facendo pulizia a modo suo, intervenendo su alcuni punti quali pedofilia, arrivismo, affarismo, economia, corruzione.

  • 7 pista: la pulizia a settori ha portato a uno scontro tra interessi e poteri interni che hanno agito per secoli. La vicenda del maggiordomo è quella del banchiere è un modo per farla pagare al papa? Significativo che da tutte le parti si dica che l’unico modo per uscire da questa situazione è che il papa si dimetta

  • 8 pista: considerata l’età del papa – 85 anni – la situazione attuale non sarebbe altro che la “normale” lotta alla successione: cardinali, vescovi, governi, enti internazionali e anche massonerie e via dicendo starebbero facendo di tutto per piazzare il proprio candidato al prossimo conclave. Nulla di nuovo sotto il sole.

  • 9 pista: il Vaticano è l’unica istituzione che, nel bene e/o nel male, controlla il polso di tutto il mondo. È da anime pie pensare che tutto quello che succede all’interno delle mura vaticane siano preghiere e pensieri spirituali… “Non si può governare la Chiesa solo con le Ave Maria”, ebbe a dire il fu Paul Casimir Marcinkus (1922-2006), che di intrallazzi se ne intendeva.

Foto | Flickr

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