Foreign Policy: Un'inchiesta svela che Israele sarebbe in possesso di armi chimiche


Lo scorso 9 settembre, Foreign Policy, autorevole rivista americana dedicata alle relazioni internazionali, ha pubblicato un interessante reportage, di cui per ora ha dato notizia nel nostro paese solo l'agenzia di stampa Nena News. Nell'inchiesta compaiono documenti della Cia, che gettano un'ombra pesante sul governo di Tel Aviv. Questi confermerebbero che Israele, a partire dal 1983, avrebbe avviato un programma di armi chimiche. La scoperta delle informazioni dell'intelligence americana vanno attribuite ad un ricercatore, che è voluto rimanere anonimo, presso la Ronald Reagan Presidential Library, in California. Come siano finite lì è ancora difficile da spiegare.

Da uno dei documenti, rimasti finora segreti, si può leggere:

Non possiamo confermare se Israele possieda agenti chimici letali, ma molti segnali ci fanno ritenere che ha a disposizione gas nervino persistente e non persistente . Si ritiene che esistano anche altre produzioni chimiche all'interno della ben sviluppata industria israeliana

Inoltre, nelle informative della Cia, è specificato che satelliti spia nordamericani riscontrarono, nel 1982, la presenza di un probabile centro di produzione di gas nervino nel deserto del Negev, a Dimona. Ciò lascia presagire che Israele, negli ultimi 30 anni, abbia completato il proprio programma nucleare accumulando armi chimiche e biologiche.

Ricordiamo che il governo di Tel Aviv ha firmato, nel 1992, ma non ratificato, la Convenzione che mette al bando le armi chimiche. Forse, alla luce di quanto emerso dall'inchiesta di Foreign Policy, dovrebbe offrire una spiegazione convincente che allontani qualsiasi sospetto. Per ora l'ambasciata israeliana a Washington, contattata dai giornalisti, ha preferito rifugiarsi in un laconico no comment.

Le rivelazioni emerse, inoltre, non possono non instillare dubbi su alcune iniziative condotte dall'esercito israeliano nel passato. I documenti della Cia andrebbero, infatti, nella direzione di confermare "le prove" raccolte dal personale medico palestinese e internazionale, che certificavano l'impiego di fosforo bianco contro la popolazione civile nella Striscia di Gaza, durante l'operazione Piombo Fuso (2008-2009). Il governo di Tel Aviv ha sempre respinto questa accusa, affermando che il fosforo bianco, durante l'intervento militare, è stato utilizzato unicamente per creare delle tendine fumogene a scopo di illuminazione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO