DDL Nitto Palma, via libera dalla Commissione giustizia del Senato.

L'Anm: "Violazione della libertà di espressione dei magistrati"

La Commissione giustizia di Palazzo Madama ha licenziato quest'oggi il testo relativo al DDL Nitto Palma riguardante alcune disposizioni in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d'ufficio: il disegno di legge, firmato proprio dall'ex ministro della Giustizia, è stato oggetto di accese discussioni già quando venne proposto.

Il disegno di legge, già ribattezzato "norma anti-Esposito" perchè disciplina proprio le dichiarazioni o i comportamenti esterni alla procura del magistrato che, qualora facesse trasparire mancanza di imparzialità e indipendenza di giudizio, incapperebbe in un procedimento disciplinare.

"Ogni altro comportamento idoneo a compromettere gravemente l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza, nel contesto sociale o nell'ufficio giudiziario in cui il magistrato esercita le proprie funzioni"

da parte di un magistrato sarebbe altrettanto oggetto di procedimento disciplinare. Il testo, approvato da Pdl, Lega, Gal, Scelta Civica-Udc con i voti contrari di Pd e M5s (Sel non era presente al voto), è stato difeso a spada tratta dall'ex ministro Francesco Nitto Palma, che in materia ha spiegato aver ricevuto l'incoraggiamento del Presidente della Repubblica Napolitano e dal Csm.

L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha tuttavia criticato fortemente il DDL per bocca del Presidente Rodolfo Sabelli ha criticato il testo, troppo generico e dunque di ampia interpretabilità:

"Si tratta di norme generiche, in bianco, perché parlare di ‘dichiarazioni che rivelano l’assenza d’imparzialità ed indipendenza’ non vuol dire in concreto definire quali sono queste dichiarazioni, questo potrebbe risolversi in una forma di condizionamento dell’esercizio della funzione giurisdizionale ed in questo senso siamo fortemente critici. [...] quando si dice, come fa questo ddl, che il magistrato non può fare dichiarazioni che per il contesto in cui sono rese rivelano l'assenza dell'indipendenza, della terzietà e dell'imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali, né può tenere comportamenti idonei a compromettere gravemente l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza,si detta una regola di fatto priva di contenuto.”

Anche Enrico Cappelletti, capogruppo in Commissione per il Movimento 5 Stelle, ha definito "vaghe" le norme presenti nel DDL:

"Una nuova legge vergogna contro la magistratura passa in Commissione Giustizia al Senato. Ma in Aula sarà battaglia totale e la affosseremo."

In Commissione l'incertezza era massima: è stata l'assenza di Sel a condizionarne l'andamento, in quanto il DDL è passato con 8 voti contrari ed altrettanti favorevoli. Secondo il regolamento, in caso di pareggio la norma può essere licenziata.

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