Ore 12 - Rutelli "chiude" la Margherita per mettere una pietra sull'affaire Lusi



La Margherita non c’è più. Ufficialmente chiusa da un organismo di 400 persone, elette democraticamente a suo tempo al congresso. Piccolo particolare: a decretare il de profundis del partito erano presenti solo 100 “dirigenti”. Uno su quattro. Beffa su beffa. Francesco Rutelli si illude così di avere chiuso definitivamente, con il suo (ex) partito, anche la patata bollente dell’affaire Lusi, il tesoriere mangiasoldi. Insomma, bluff su bluff. Solo l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi ha protestato, sbattendo la porta, accusando Rutelli e i suoi sodali di aver perso l’occasione: “per comprendere perché si ruba”. Rutelli non si è scomposto, cavandosela con una battuta: “Non ricordo una assemblea di partito non abbandonata polemicamente da Parisi”. Ribatte, al vetriolo, Parisi: “Non ricordo una esperienza politica che Rutelli abbia concluso sulle stesse posizioni nelle quali l’aveva incominciata”. Schermaglie inutili. Il fatto è che di fronte al più grande saccheggio fatto da un uomo (o da un partito?), non è stata data nessuna risposta. Né di tipo amministrativo-contabile, né tanto meno sul piano politico. Rutelli è convinto di averci messo una pezzo. Anzi, con i suoi 100, di averci messo una pietra sopra. E invece si sono messi il cappio al collo. Politicamente parlando, s’intende.

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