Bambini morti: rapporto dell'Unicef, sono 6,6 milioni nel 2012

L'Unicef precisa che ogni giorno, a causa di polmonite, diarrea e malaria, perdono la vita 6mila bambini. Un altro dei principali fattori dei decessi è la malnutrizione.

Sono ancora quelli più a rischio

Nel 2012, in tutto il mondo, sono morti 6,6 milioni di bambini sotto i cinque anni. Lo dice il rapporto presentato da Unicef, Onu, Organizzazione mondiale della sanità e Banca mondiale. Sono tanti, nonostante la mortalità infantile si sia ridotta del 50 per cento dal 1990 a oggi. Quasi la metà delle vittime viveva in cinque Paesi: Nigeria, Congo, India, Pakistan e Cina.

Nell'est e nel sud dell'Africa si è ridotto il tasso di mortalità, le uniche regioni in cui non si è registrato il calo del 50 per cento sono quelle dell'Africa centrale e occidentale. L'Unicef precisa che ogni giorno, a causa di polmonite, diarrea e malaria, perdono la vita 6mila bambini. Un altro dei principali fattori dei decessi è la malnutrizione.

Il primo mese di vita è il più pericoloso. Nel 2012, quasi tre milioni di bambini sono morti proprio in questo lasso di tempo, la maggior parte dei quali per cause prevenibili. Tra nord e sud del mondo continua a esistere una forte diseguaglianza. Nel 2012 il tasso di mortalità infantile nei paesi a basso reddito era di 82 su 1.000, tredici volte più alta che nei paesi ricchi. Sono 35 milioni di bambini che rischiano di morire se l'obiettivo della mortalità infantile non sarà raggiunto.

"Se continuerà di questo passo, il mondo non raggiungerà l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 4, bisogna quindi ridurre il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni di due terzi entro il 2015 rispetto ai livelli del 1990. Anzi se il trend attuale proseguirà, l'obiettivo non sarà raggiunto prima del 2028". Per riuscire nell'intento, bisognerò ridurre mortalità materna, povertà e potenziare istruzione e uguaglianza di genere. Infine, bisognerà promuovere la sostenibilità ambientale. La buona notizia è che negli ultimi 22 anni, sono state salvate circa 90 milioni di vite grazie al grande impegno globale. Il direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake, ha spiegato: "E' giusto celebrare i risultati raggiunti, ma c'è ancora davvero molto da fare per raggiungere l'obiettivo. Dobbiamo accelerare i progressi e agire con tempestività".

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