Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Nuovo alt di Bossi a Berlusconi: “Non scherzo affatto. Il governo è un bordello. O federalismo o crisi!”. La Lega vuole ricucire la rottura con il Pd. Il Premier: “Nessun problema con Umberto. Lui a volte ama divertirsi”. Maroni:Se nella maggioranza c’è chi ostacola il federalismo, noi non abbiamo timore di dare lo strappo al governo”. Calderoli:Non possiamo permetterci di fermare il dialogo per la questione dei giudici”. Bersani:Li abbiamo sopravalutati, questi non vanno lontano”. Di Pietro: No al baratto di Calderoli!”.

Il nostro commento. Lo sciopero dei trasporti ha bloccato l’Italia. Stavolta non è stato un gruppetto che si è messo di traverso su un binario. E’ il primo segnale che, al di là di sondaggi (più o meno pilotati) la luna di miele fra governo e cittadini si sta increspando. Bossi “sente” che presto la situazione può tornare delicata e anche difficile. Il leader del Carroccio si tiene stretto il suo elettorato e punta tutto sul federalismo e sulla sicurezza. Vede che la situazione rischia di prendere un’altra piega da quella desiderata. Sulla sicurezza, a forza di strappi causati dal Cavaliere si è arrivati alla rottura con Veltroni e il Pd senza i quali le riforme non si fanno o si fanno con alti costi politici e sociali. La Lega vuole ricucire col Pd. Sul federalismo, ancor peggio. Il Senatur sente puzza di bruciato. Capisce che An e molti ex Dc di Forza Italia, (specie al Sud) vogliono incastrarlo e tanto meno dicono sì al tanto sbandierato “modello” lombardo. Sono in troppi a temere una penalizzazione delle regioni del Sud e una eccessiva autonomia della Padania. Ecco perché Bossi si agita. Presto dalle minacce passerà ai calci. Direttamente sul deretano di Berlusconi. O sarà inciucio trasversale.

Umberto Bossi: “Chi dice che io scherzo quando parlo di politica, commette un errore gravissimo. Non scherzo affatto. Noi siamo seri con chi è serio con noi. La Lega è sempre pronta a mettere ko il governo. Alla Camera la maggioranza ha sempre 30-40 voti in più. E noi siamo in 60 …”.

Fabrizio Cicchitto: “Bossi non deve perdere la calma. Le riforme decise insieme si fanno insieme”.

Roberto Maroni: “C’è da temere che lo scontro maggioranza-opposizione e le Camere bloccate dall’ostruzionismo della sinistra sui provvedimenti legati alla Giustizia possano far slittare il federalismo, già in calendario per settembre, da approvare entro l’anno. Fin ora siamo fermi alle dichiarazioni”.

Lanfranco Turci: “Berlusconi deve stare attento a tirar troppo la corda con Bossi: questa volta i padani sono numericamente fondamentali, tanto a Montecitorio, quanto a Palazzo madama”.

Antonello Soro: Bossi non vuole fare lo scudiero di Berlusconi nella lotta contro tutto e tutti. La Lega alla Camera ha già mandato segnali politici sui rifiuti, mandando sotto il governo. Ce ne saranno altri ben più pesanti per il Pdl e la maggioranza.

Marco Rizzo: “Noi del Pdci lo diciamo chiaro, stavolta è Bossi a volere l’inciucio tra centrodestra e centrosinistra. Il tema della giustizia sarà oggetto di baratto anche per il leader della Lega”.

Anna Finocchiaro: “Nessun dialogo può ripartire sulla base di uno scambio tra norme o una trattativa parallela. La blocca processi non può essere barattata con il lodo Alfano. Va stralciata, punto e basta”.

Antonio La Russa: “Se si approva presto il Lodo Alfano alla Camera, poi è possibile aprire una discussione sullo stralcio della blocca processi”.

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