Monsignor Pietro Parolin, il riformatore accanto a papa Francesco

Tra un mese finirà definitivamente l’era Bertone e monsignor Pietro Parolin assumerà l’incarico di Segretario di Stato. Ecco cosa ha detto il neo Primo Ministro vaticano ad alcuni giornali in questi giorni.

Monsignor Pietro Parolin

Tra un mese esatto, il 15 ottobre, monsignor Pietro Parolin assumerà l’incarico di Segretario di Stato Vaticano. Lascerà Caracas – dove attualmente è Nunzio apostolico (cioè ambasciatore) dove è riuscito a istituire un rapporto meno tesa tra Stato e Chiesa – e arriverà in Vaticano per essere il braccio destro di papa Francesco. Una curiosità: Bergoglio e Parolin si sono visti una sola volta in vita loro ed è successo quando il primo era arcivescovo di Buenos Aires e il secondo lavorava in Vaticano, in Segreteria di Stato. A dirlo è lo stesso Parolin:

La verità è che non ho parlato molto con lui e penso che quando avrò la grazia e l’opportunità gli chiederò il perché di questa scelta.

Al di là di questo, quello che sembra unire i due uomini sia un’affinità riformatrice molto intensa. Intervistato da El Universal di Caracas, monsignor Parolin ha affermato di essere cosciente che dovrà partecipare con tutte le forse “a un’opera di rinnovamento che (il Papa) vuole fare nella Chiesa Cattolica”. E ha aggiunto:

Posso dire, questo sì, che mi sento molto affine al suo modo di intendere la Chiesa e soprattutto al suo stile di semplicità e di vicinanza alle persone, alla sua maniera di ascoltare e cercare di fare in modo, sul serio, che la Chiesa ritorni ad avere una presenza significativa nel mondo di oggi.

A un altro giornale, Parolin ha detto che

La Segreteria di Stato del Vaticano dovrebbe ricreare la sua presenza; perché i contesti sono diversi. Abbiamo il grande e storico operato del cardinale Agostino Casaroli nei tempi dei grandi blocchi, e tutto il tema dell'Ostpolitik, ma anche tutto ciò che ha a che vedere con la difesa dei diritti umani. Ma adesso le cose sono diventate molto più complesse.

E vede così il suo prossimo lavoro in Vaticano:

Penso che il muro da abbattere sia capire come riuscire a fare sì che tutte queste diverse realtà raggiungano un accordo e lavorino insieme per il bene di tutti. Mettere insieme le differenze per farle diventare non più divisioni, ma collaborazioni a favore di tutta l'umanità.

Quindi specifica cosa significhi questo “mettere insieme le differenze”

Se non c'è una terra comune da calpestare, cioè, se non c'è una verità obiettiva nella quale ci riconosciamo tutti, sarà molto più difficile trovare dei punti in comune. E questa terra comune è la dignità della persona umana in tutte le sue dimensioni, dalla quale non deve venir esclusa la dimensione trascendentale; non è solo la dimensione personale, quella sociale, quella politica, quella economica, ma anche quella trascendentale, dalla quale l'uomo si riconosce fatto ad immagine e somiglianza di Dio, e che Dio è la sua fonte.

E conclude:

La Chiesa è un organismo complesso e al suo interno ci sono resistenze. È una grande sfida per il Papa perché lui detiene il ministero dell’unità e tutte queste decisioni devono essere assunte come un modo di unire la Chiesa, non dividerla.

I temi caldi della chiesa secondo Parolin


Monsignor Pietro Parolin, segretario di stato vaticano

Ai giornali, poi, monsignor Parolin ha esposto un po’ a grandi linee i suoi pensieri su alcuni punti caldi della chiesa cattolica.

Per quel che riguarda il tema (bollente, non caldo!) della pedofilia, il nuovo Segretario di Stato ritiene che “in questo il Papa è in linea con quello che si sta facendo da tempo con Benedetto XVI: assumere una posizione forte soprattutto con le vittime perché non si ripetano fatti del genere”.

Molto interessante la sua posizione sul tema del celibato dei sacerdoti: dopo aver sottolineato che questo è un tema che non è una definizione di fede, va subito al punto:

Dio parla in molti modi. Dobbiamo fare attenzione a questa voce che ci orienta sulle cause e sulle soluzioni, per esempio la scarsità di clero. Quindi bisogna tenere presenti, nel momento di prendere delle decisioni, questi criteri (la volontà di Dio, la storia della Chiesa) così come l’apertura ai segni dei tempi.

Sull’apertura ai segni dei tempi si inserisce anche un altro tema, quello cioè della democrazia nella chiesa cattolica, democrazia che papa Francesco sta mostrando essere possibile sia grazie alla commissione degli otto cardinali incaricati di riformare la Curia vaticana, sia grazie all’incontro della settimana scorsa con tutti i capi dicastero, come una sorta di Consiglio dei Ministri. Parolin mette in chiaro che:

è una buona cosa di questi tempi, che ci sia spirito più democratico nel senso di ascoltare attentamente e credo che il Papa l’abbia indicato come un obiettivo del suo pontificato. Una conduzione collegiale della Chiesa dove si possano esprimere tutte le istanze. Poi dovrà essere lui a prendere una decisione.

Infine il tema della corruzione, che per papa Francesco è un tema molto forte (e non è un caso che il primo libro di Bergoglio pubblicato in Italia dopo la sua elezione a pontefice sia proprio Guarire dalla corruzione). Parolin sostiene di ritenere questo un punto forte del pontificato di papa Francesco e dice:

È un punto fondamentale sul quale vuole lavorare perché la corruzione mette fine alle società e agli stati.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO