Berlusconi, oggi il videomessaggio. Ma il messaggio dell’Italia che rialza la testa viene dalla Concordia

Rimettendo in piedi la Concordia l’Italia si riprende, se non l’onore, almeno la faccia perduta in quella tragedia e dimostra che rialzarsi si può, che è possibile riscattare il peggio con il meglio. Ma qual è l’Italia che può far sventolare di nuovo il tricolore per un esempio finalmente positivo del Belpaese?


Non certamente l’Italia del Palazzo e della politica, con il governo Letta a bagnomaria per i ricatti e contro ricatti di Pdl e Pd, il primo ancorato nella difesa costi-quel-che-costi del proprio capo-padrone Silvio Berlusconi oggi pronto per il videomessaggio-spot da propaganda, il secondo spaccone per bocca dell’annunciato leader Matteo Renzi che è certo di “asfaltare” tutti in caso di nuove elezioni.

Siamo alle solite: da una parte italiani (supportati dal fior fiore internazionale) che fanno parlare i fatti e compiono il miracolo di far tornare in verticale il mostro marino ferito a morte per l’irresponsabilità di chi doveva comandarlo; dall’altra parte italiani politici che continuano nel balletto vergognoso delle promesse, dei ricatti, un infinito insulso bla bla per preservare se stessi incuranti dei destini della nazione.

In fondo in fondo non ci vuole poi così tanto per ridare fiducia agli italiani che assiepati al Giglio o davanti alla tv e ai computer hanno tifato, centimetro dopo centimetro, per il successo delle operazioni di rimettere in verticale la Concordia, come rimettessero in piedi un affogato o un popolo intero riemerso dal buio delle acque.

Scrive oggi Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “E' un soffio di ottimismo, di speranza: mentre le cronache politiche ci parlano delle solite tensioni, di quello stato permanente di "crisi non crisi" in cui siamo immersi. Letta dice di non voler fare il parafulmine delle incertezze della maggioranza, delle inquietudini logoranti di Berlusconi e Renzi. Bene, ma agisca con vera determinazione, come gli ardimentosi dell'isola del Giglio. E metta tutti davanti alle loro responsabilità”.

Dai, Letta, spingi forte, batti un colpo! O vai a casa!

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