No Cav day, Di Pietro: "Emergenza democratica"

Nel tratto di strada che sei obbligato a fare a piedi per raggiungere Piazza Navona incontri solo turisti. Quando poi arrivi nel luogo dell’appuntamento – mancano pochi minuti alle sei – scopri che ci saranno al massimo duecento persone, tutte – tra l’altro - accalcate sotto il piccolo palco allestito per l’occasione e pensi che questa manifestazione sarà un grande flop.

La questura, verso le nove, fa sapere che i manifestanti sarebbero circa quindicimila. Nello stesso momento gli organizzatori dettano alle agenzie numeri diversi parlando di 50mila presenze. Un dato eccessivo, certo, ma la piazza – obiettivamente – è stracolma.

Il “No Cav day” può iniziare. Sul palco si succedono Paolo Flores D’Arcais, Laura Belli, Rita Borsellino (in collegamento telefonico), Moni Ovadia e finalmente, Tonino Di Pietro. La piazza è in delirio, lui attacca: “Qui c’è la vera democrazia, la vera politica!”. Parla di “regime”, “estorsione politica” in Parlamento; attacca il Governo (“è in atto un comportamento da P2”) e annuncia: “Proporremo un grappolo di referendum per cancellare queste leggi che di fatto avvantaggiano un singolo e non certo la collettività”. Chiude il suo intervento da vero partigiano: “Se c’è emergenza democratica si sta al fronte, non si scappa”.

(1. Continua)

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