Egitto: disinnescate due bombe nella metropolitana del Cairo

Un poliziotto è rimasto ucciso durante un rastrellamento nella zona di Giza.

Disinnescati due ordigni

Tornano paura e caos in Egitto, dopo che le forze di sicurezza questa mattina hanno disinnescato due ordigni esplosivi rudimentali nelle gallerie della prima linea della metropolitana del Cairo, a un centinaio di metri dalla fermata Helmeyet el-Zaytoun. Qualche giorno fa, il 15 settembre, i sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi avevano organizzato un sit-in all'interno della metro, impedendo il transito dei treni.

Sempre questa mattina, un agente della polizia egiziana è rimasto ucciso durante un rastrellamento della sicurezza nella zona di Giza, alla periferia della capitale. I poliziotti hanno utilizzato i lacrimogeni, ma dall'altra parte i miliziani hanno risposto con colpi d'arma da fuoco. E secondo la tv di Stato, proprio uno di questi proiettili sarebbe stato fatale per l'agente Nabil Farrag.

Obiettivo dell'operazione era quello di prendere il controllo dell'area di Kerdasa, a sud della capitale, dove il mese scorso 13 agenti di polizia sono stati uccisi da uomini armati. Farrag era vice direttore della sicurezza nella provincia di Giza. Nell'operazione di oggi, 14 islamici sono stati arrestati. Erano ricercati per le violenze di agosto nell'area di Kerdasa.

Le persone fermate sono anche accusate di aver partecipato al sit-in organizzato dai sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi e durato sei settimane davanti all'università del Cairo. In loro possesso sono state trovate armi automatiche e revolver, hanno spiegato gli agenti. La situazione in Egitto, come si può capire, resta rovente. Ogni scintilla può scatenare un altro incendio.

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