Nato, Rasmussen: "Sistema militare europeo è troppo frammentato"

Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica esorta i Paesi europei a investire per la ricerca e per la tecnologia militare.

Segretario generale della Nato

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, critica l'industria militare europea, "troppo nazionale e frammentata": "La Nato, per restare forte, ha bisogno di un'Europa potente in termini di capacità militare, di industria di difesa e di impegno politico". Rasmussen ha parlato nel discorso sul "futuro dell'Alleanza Atlantica", tenuto al Carnegie Europe di Bruxelles.

Rasmussen ha poi indicato gli obiettivi principali, sollecitando i vari Paesi europei a raggiungerli al più presto: "Mi piacerebbe che si dotassero di più droni, di più aerei da trasporto e per il rifornimento in volo. E che ci fossero più radar sulle navi". Secondo il segretario, se l'Europa non invertirà l'attuale tendenza al ribasso delle spese militari, "perderà la sua capacità di intervento, la sua capacità di influire negli equilibri geopolitici mondiali".

Una delle zone in cui la Nato vuole avere influenza è la Siria: "L'opzione militare teniamola sul tavolo, per fare pressione su Damasco, affinché rispetti il patto di Ginevra sullo smantellamento dell'arsenale chimico. Nel caso in cui la Siria non dovesse rispettare questo accordo, dovrebbe esserci una risposta molto netta da parte della comunità internazionale".

"Una Nato forte ha bisogno di un'Europa forte. La crisi non deve impedire ai Paesi europei di collaborare e di migliorare le loro difese militari, anche perché altri Paesi continuano a implementare questa loro industria. Le minacce per il nostro mondo spesso arrivano dall'altra parte del mondo. Bisogna investire per la ricerca e per lo sviluppo di nuove tecnologie militari".

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