Assemblea Pd 20 e 21 settembre: caos sulle regole, deciderà la Direzione

Il partito si riunisce per decidere la data del congresso che sceglierà il nuovo segretario

Partito Democratico assemblea a Roma

15.00 - Con gli occhi del Paese puntati sulla due giorni di Assemblea, il PD è nuovamente caduto nel caos. In tarda mattinata erano state approvate le nuove regole proposte dalla commissione per il congresso, poi il dietrofront dopo un duro scontro sulle modalità di voto e sul cambiamento dello statuto.

Risultato? L'Assemblea si è chiusa con l'approvazione della data del congresso, il prossimo 8 dicembre insieme alle primarie nazionali e col rinvio di tutte le altre decisioni, compresa la modifica dello statuto, alla Direzione nazionale il 27 settembre.

In chiusura il segretario del partito Guglielmo Epifani ha precisato:

La commissione propone di ritirare le modifiche allo statuto anche perché non c'è una maggioranza qualificata. Ora dobbiamo decidere il modo in cui concludiamo l'Assemblea. E' stata annunciata la data del congresso e oggi con l'80% dei votanti approvato un documento con le regole congressuali.

Approvate le regole con 378 sì

13.20 - L'Assemblea del Pd ha approvato il documento contenente le nuove regole proposte dalla commissione per il congresso con 378 voti a favore. 74 persone hanno votato contro, mentre in 24 hanno preferito astenersi dalla votazione.


Ora si passa alla votazione delle modifiche allo statuto, in particolare dell'articolo 3 dello stesso per superare l'automatismo tra segretario e candidato:

1. Il Segretario nazionale rappresenta il Partito, ne esprime l’indirizzo politico sulla base della piattaforma approvata al momento della sua elezione ed è proposto dal Partito come candidato all’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Tra i contrari, come già ampiamente anticipato, Rosy Bindi, Enrico Morando e Pippo Civati.

Accordo sulle regole, oggi il voto finale

Sembra sia stato raggiunto nella notte l'accordo in commissione congresso per la data delle primarie nazionali per la scelta del nuovo segretario, le nuove regole e il termine ultimo per poter presentare le candidature. Oggi la proposta sarà votata dall'Assemblea del PD, ma i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo.

Nella notte i commissari hanno accolto la proposta di Epifani di fissare all'8 dicembre la data delle primaria nazionali. Potranno votare tutti i cittadini che si iscriveranno all'albo egli elettori fino al momento del voto con un contribuito di 2 euro.

Le candidature potranno essere presentate entro il prossimo 11 ottobre. I congressi regionali, invece, si terranno entro il 31 marzo. A proposito del candidato premier, per il momento resta in automatico la figura del segretario del partito, alla quale però potranno aggiungersi altri candidati del partito.

La bozza, come ci si aspettava, non ha raccolto l'accordo di tutti: i veltroniani e bindiani hanno già annunciato il loro voto negativo.

Epifani: primarie l'8 dicembre


20 settembre 2013

È ufficiale, la data proposta dal segretario Epifani per concludere il congresso del Pd – ovvero per le primarie per la scelta del nuovo segretario – è quella dell'8 dicembre. La scelta da statuto spetta al presidente del partito, ma visto che ora la carica è vacante, il segretario si è fatto portavoce dei due vicepresidenti e ha proposto la data, una mediazione tra le varie posizioni in campo. Ora spetterà all'assemblea votare, ma l'esito è quasi scontato.

Accordo sull'8 dicembre?


Si è aperta l'assemblea Pd, con l'intervento inaugurale del segretario Epifani, che ha parlato del governo e ha attaccato Berlusconi per le sue parole contro i magistrati: "Tutto il mondo civile non fa altro che applicare le sentenze della magistratura". Ha poi invitato il governo a fare il possibile per evitare l'aumento dell'Iva, e a impedire che si faccia passare il Pd per il partito delle tasse.

Ma al di là delle parole del segretario, quello che ci si aspetta dall'assemblea è una decisione sulla data del congresso e delle primarie che non spacchi il partito. I renziani chiedono il 24 novembre, la data che inizialmente era uscita dalla scorsa assemblea salvo poi essere smentita. Lo stato maggiore del partito, composto essenzialmente da bersaniani, preme per il 15 dicembre. Questo fronte però si sta sgretolando, visto che Gianni Cuperlo ha ammesso che il 15 è "troppo tardi" e ha proposto come compromesso l'8 dicembre. Su questa data potrebbe trovarsi l'intesa.

Contatti tra Renzi e Cuperlo sulla data del congresso


Sta cominciando in questi minuti (l'inizio dei lavori era previsto alle 17, ma c'è stato qualche ritardo), all'Auditorium Conciliazione di Roma, l'Assemblea Nazionale Pd che dovrà sciogliere tutti i nodi in vista del congresso e delle primarie che decideranno il nome del nuovo segretario, il nuovo assetto e la nuova linea del partito. Ieri Fabrizio Barca, Goffredo Bettini Felice Casson, Pippo Civati, Laura Puppato e Debora Serracchiani avevano lanciato un appello perché si scelga un "congresso aperto" e affinché il partito esca dalle logiche correntizie autoreferenziali.

Oggi invece è arrivata la notizia di contatti tra Matteo Renzi e Gianni Cuperlo, i due principali sfidanti per la segreteria Pd. Secondo quanto si apprende, i due esponenti Pd si sarebbero sentiti prima dell'inizio dell'assemblea per trovare un accordo preventivo sulla data e sulle regole del congresso, evitando uno scontro frontale in sede di assemblea che rischierebbe di spaccare ancora di più il partito.

Il segretario Epifani, che negli scorsi giorni aveva incontrato il sindaco di Firenze, si sarebbe adoperato per mettere in contatto i due sfidanti, nonostante nelle ultime ore la tensione tra i candidati alla segreteria si sia fatta piuttosto palpabile, dopo le frasi di Renzi sul "partito cool" e la replica dello stesso Cuperlo e dell'altro candidato Pippo Civati.

Entro domani sera, nella due giorni all'Auditorium Conciliazione, il Partito Democratico dovrà trovare una risposta agli interrogativi sulla data del congresso e sulle regole, dopo che nella scorsa assemblea si era rinviato tutto – non senza polemiche e fraintendimenti – tanto che alcuni parlavano ancora dell'ipotesi di slittamento al prossimo anno. Ora questa ipotesi sembra tramontata, ma manca ancora una data che faccia partire la macchina organizzativa.

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