M5S: per la scelta del nuovo capogruppo al Senato è scontro sul voto segreto

Al ballottaggio andranno due donne: Paola Taverna e Barbara Lezzi


Il voto segreto accende gli animi dei senatori del M5S, ma stavolta non si tratta dello scrutinio per la decadenza di Silvio Berlusconi, bensì della scelta del nuovo capogruppo a Palazzo Madama. È infatti scaduto il trimestre di Nicola Morra, prolungato di qualche settimana a causa della pausa estiva, e il gruppo al Senato è chiamato a eleggere il suo successore in un momento non proprio tranquillo, vista la spaccatura tra "moderati" e "oltranzisti". La riunione di oggi, che ha decretato i nomi delle due senatrici che andranno al ballottaggio (si voterà la settimana prossima), trasmessa in streaming da La Cosa, ha visto un confronto piuttosto veemente.

Ad accendere gli animi è stata la richiesta di alcuni senatori (soprattutto dissidenti, capeggiati da Luis Orellana, ormai in rotta con le linee guida del gruppo) di votare a scrutinio segreto. La proposta è stata accolta dalle proteste degli altri grillini, primo fra tutti Vito Crimi che ha detto "Se si vota a scrutinio segreto, io non voto" (risposta di Orellana: "e chi se ne frega"). In molti hanno sollevato un problema di coerenza, visto che il M5S si batte contro lo scrutinio segreto in aula (primo fra tutti sul caso Berlusconi), mentre per le riunioni del gruppo questo metodo va bene.

Alcuni, come Francesco Campanella, hanno argomentato: "Il voto segreto serve a evitare condizionamenti, anche solo perché è sgradevole dire a una persona a cui vuoi bene che non lo voti". Altri invece hanno ammesso che il voto palese viene richiesto perché è venuta a mancare la fiducia all'interno del gruppo e tutti vogliono vedere, in base al voto, chi si schiera con chi.

Alla fine, dopo una riunione che doveva durare dieci minuti e si è protratta per oltre un'ora – tra minacce di non trasmettere più streaming, se tutti vogliono intervenire per mettersi in mostra – si è arrivati alla salomonica decisione di far decidere ai singoli se votare a scrutinio segreto o a scrutinio palese. Insomma, ognuno ha fatto come gli pareva, e una buona metà dei senatori ha scelto il voto segreto.

Il risultato finale, per la cronaca, è stato di parità: con 23 voti a testa, andranno al ballottaggio due donne. Paola Taverna, esponente dell'ala più oltranzista (aveva scritto dei sonetti ironici contro i dissidenti, anche se poi ha chiesto scusa), e Barbara Lezzi, che rappresenta invece i "moderati". L’assemblea dei senatori grillini ha inoltre indicato Mario Michele Giarrusso e Gianluca Castaldi vicepresidenti, Monica Casaletto segretario, Giuseppe Vacciano tesoriere e Carlo Martelli delegato d’Aula.

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